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Associazione Nazionale fra Pensionati ed Esodati della Banca Commerciale Italiana - ANPECOMIT
COMUNICATO N. 5 DEL 6.3.2014
pubblicato il 06/03/2014

Comunicato n. 5 del 6-3-2014
 
-  Lettera aperta di alcuni colleghi di Udine  a seguito comunicato n. 3/2014  dell’ Anpecomit.  “Citazione – Minaccia di querela – Querela”  ( comunicato consultabile nel sito www.noicomit.it in zona riservata ai soci)
 
Carissimi soci,
questo comunicato comprende solo la lettera di solidarietà pervenutaci da tre colleghi ex Comit che ci hanno invitato a pubblicizzarla.
Da parte nostra,  fra le numerosissime email, sms e telefonate  pervenuteci a titolo di solidarietà e sostegno,  che non pubblichiamo, abbiamo deciso di diffondere questa lettera e-mail (vedasi il testo  come pervenuto  qui di seguito e anche  in allegato)  osservando che si esprime con chiarezza e precisione e senza alcuna ambiguità.
 
Per questo Li ringraziamo di cuore.
 
Antonio Maria Masia
Presidente Anpecomit
Roma 6-3-2014
 
 
 
Udine, 5 marzo 2014
“Un invito alla buona volontà”
LETTERA APERTA ai Partecipanti del “Fondo Comit”, ai Dirigenti delle loro
Associazioni ed ai loro Consulenti legali.
Con preghiera alle Associazioni di pubblicazione.
CITAZIONE……….MINACCIA DI QUERELA….……QUERELA…………
Abbiamo letto il comunicato n. 3 del 26 febbraio 2014 inviato dal Presidente dell’Anpecomit Antonio Maria Masia, che fornisce un aggiornamento sulle azioni legali avviate nei suoi confronti da ex Consiglieri ed ex Legali dell’Associazione e minacciate da un ex collega (cfr. all.).
Francamente eravamo convinti che i dissensi, indubbiamente aspri, verificatisi nel 2012, si fossero frattanto stemperati, nell’ambito dello spirito unificante della “Comit”, ma osserviamo che così non è.
Rileviamo che il contesto, in cui tutte queste vicende vengono ora rese pubbliche, è tra i più delicati per i Partecipanti al nostro Fondo Pensioni, entrato nella fase finale della procedura concorsuale con i numerosi ricorsi presentati. Stanno infatti per venire al pettine i nodi deiproblemi che hanno sin qui tormentato il Fondo Pensioni e la coesione tra i dirigenti delle nostre associazioni è auspicabile per l’affermazione dell’Accordo delle Fonti istitutive del 16.12.1999 e
dell’articolo 27 che ne è scaturito e quindi per affrontare con la migliore consapevolezza la prescritta fase della “conciliazione”.
Un argomento essenziale dunque, quest’ultimo, che ci pone in netto contrasto con gli Amministratori/Liquidatori del Fondo Pensioni, che hanno fin qui sostenuto, senza alcuna argomentazione, la tesi dell’inapplicabilità dell’articolo 27, operando conseguentemente.
Di fatto si sono arrogati il ruolo di “regolatori” in luogo delle Fonti Istitutive (ex D.lgs. 21 aprile 1993, n. 124 e succ. mod.). Da notare che le Organizzazioni Sindacali, una delle due componenti di tali Fonti, con lettera del 9 luglio 2013 hanno comunicato:
“al Tribunale di Milano, per quanto di competenza, ed al Fondo Pensioni per il Personale della BCI,che l’autentica interpretazione della norma da esse stesse pattuita nel sopra richiamato Accordosindacale del 16 dicembre 1999 in tema di Plusvalenze realizzate nel comparto immobiliare del
patrimonio del Fondo Pensioni è quella di procedere alla sua letterale applicazione…..”.
Questo dunque il quadro essenziale del contendere, di cui il Presidente Masia, è un antesignano, convinto assertore e difensore della validità dell’articolo 27 e anche dei “diritti quesiti”, merito che gli viene da tutti riconosciuto.
Va ricordato poi che il Presidente Masia, consapevole di poter contemperare le opposte esigenze, aveva nel prosieguo proposto a Unp, Sindacati e Fondo un “tavolo” per una ipotesi di accordo transattivo (2008), ipotesi raccolta e suggerita poi nel 2009 (dopo l’avviso di liquidazione dell’imposta per 115 milioni di euro dell’Agenzia delle Entrate di Rho) dai Liquidatori del Fondo e realizzatasi con l’Accordo Unp/Anpecomit del 12 luglio 2010. L’Accordo è poi tramontato per
cause certamente non imputabili all’Anpecomit, che lo ha sostenuto anche in Tribunale sino al recente deposito dello Stato Passivo (7.7.2013).
Quindi una disponibilità ed un impegno del Presidente Masia in tutti questi anni, che non possono essere disconosciuti: ha sempre saputo lanciare il cuore oltre l’ostacolo, sempre primo a partire, sempre l’ultimo a lasciare.
Non sappiamo se egli ispira il suo impegno al motto sardo: “Forza paris !” ( forza insieme ! ) ma indubbiamente cerca di farvi riferimento.
Bisogna inoltre ammettere che, in assenza del suo pungolo e della sua costante “vigilanza” sulle azioni del Fondo, l’esito della dismissione del patrimonio immobiliare non avrebbe avuto il risultato d’asta del 12 aprile 2006 (1106 milioni di euro), ben lontano dalle valutazioni di bilancio al
31.12.2005 (570 milioni di euro) e dalla base di partenza dell’asta di 800 milioni di euro.
E’ da notare che gli Amministratori del Fondo riferivano, soltanto qualche mese prima, nella loro lettera del 12.12.2005 ai Partecipanti, di una perizia della Richard Ellis, che attribuiva al patrimonio immobiliare
“un valore di realizzo sufficiente a coprire gli importi occorrenti per ciascuno degli iscritti alla Gestione in oggetto (Il valore del debito previdenziale era di 671 milioni di euro !, ndr), così da evitare auspicabilmente eventuali decurtazioni, che sarebbero diversamente inevitabili in caso di
incapienza delle risorse patrimoniali in via di realizzazione”.
In relazione a quanto sopra esposto riteniamo quindi che il Presidente Masia possa essere giustificato anche per l’occasionale irruenza di talune sue espressioni !
In conclusione, cerchiamo di riconoscere gli amici, anche se “irrequieti”, rispetto agli avversari, anche se “bonari”, facendo emergere, nell’interesse dei pensionati e dei lavoratori, sentimenti di equità.
Serriamo le fila, attenuiamo i nostri contrasti e cerchiamo di essere uniti in questa fase decisiva della Liquidazione.
Diversamente, “cui prodest” attaccare l’Anpecomit e il suo Presidente difensore ad oltranza dell’articolo 27, rispetto a chi si mostra inerte e non contrasta chi non vuole l’articolo 27 ?
Partecipanti “Fondo Comit” Udine
Gaetano Belloni
Sergio Durazzano
Emilio Rosso




Lettera aperta colleghi Udine
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