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Associazione Nazionale fra Pensionati ed Esodati della Banca Commerciale Italiana - ANPECOMIT
Le puntuali osservazioni dei soci Mario Auterio e Emilio Rosso sul rigetto del ricorso per la revoca dei Liquidatori
pubblicato il 08/01/2014

Le puntuali  osservazioni dei soci Mario Auterio e Emilio Rosso  sul rigetto del ricorso per la revoca dei Liquidatori
 
Come riferito nel Comunicato n. 23 del 31.12.2013  la richiesta di ricusazione dei liquidatori avanzata da ben 848 nostri soci è stata respinta dal Tribunale di Milano con l'Ordinanza del 24.12.2013.
In merito alle considerazioni espresse nell'Ordinanza medesima i nostri soci Mario Auterio ed Emilio Rosso (pensionati 98/99) ci hanno inviato le loro valutazioni in una interessante "nota" che volentieri, di seguito, pubblichiamo.
 
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ISTANZA DI REVOCA DEI LIQUIDATORI
Abbiamo letto l’ordinanza del 24/12/2013 con la quale il Tribunale di Milano ha rigettato l’istanza
in oggetto.
A noi le considerazioni del Presidente delegato del Tribunale sono sembrate una specie di
“beatificazione” dei Liquidatori/ex Amministratori.
Ci chiediamo soltanto:
1. Ma chi ha violato sin dall’1/01/2000, e continua a violarlo (vedi comunicazione dello Stato
Passivo), l’articolo 27 dello Statuto, così creando una frattura tra
- Pensionati ante ‘98 da una parte e
- Pensionati ‘98/’99 + Attivi dall’altra
e provocando l’inevitabile avvio di un contenzioso ?
2. E perché i Liquidatori/ex Amministratori hanno inteso – attraverso l’Accordo UNP/ANPECOMIT -
assicurarsi una specie di immunità ?
Infatti nella lettera del 14/01/2011 – Punto D/a (Verifica della misura del consenso) ) hanno
precisato – con minuziosa sequenza - che i beneficiari che avessero aderito all’Accordo stesso
sarebbero stati vincolati a:
 ritiro di tutti i ricorsi ed azioni giudiziarie attualmente pendenti ad ogni livello e grado (in caso di
realizzazione di questa soluzione) [e fin qui ci può stare, n.d.r.] ,
 con l’impegno (sempre in caso di realizzazione di questa soluzione) a non proporre nuove future
contestazioni
 (nè in relazione alle vicende della riforma del Fondo,
 dei successivi accordi e “tagli”,
 della liquidazione dell’Ente,
 della dismissione del patrimonio,
 della distribuzione e dei criteri di riparto,
 né in relazione al citato contenzioso col Fisco e/o con Beni Stabili,
 né sulla nomina e l’operato dei Liquidatori)”,
cfr. V° par. comunicazione UNP/Anpecomit 12.7.10 al Collegio dei Liquidatori
Non è questa la classica “coda di paglia” ?
3. Chi ha obbligato gli Amministratori (ora Liquidatori) a seguire la strada del trasferimento del
patrimonio immobiliare del Fondo tramite l'Immobiliare Fortezza, col rischio di perdere 115
milioni di euro (223 miliardi di vecchie lire ! ) ?
Chi ha impedito gli Amministratori (ora Liquidatori) di acquisire su tale trasferimento il parere
dell'Agenzia delle Entrate, mediante un semplice e sicuro interpello, anzichè chiedere il parere
oneroso e rischioso del primario Studio “Vitali, Romagnoli, Piccardi e Associati” ?
Dulcis in fundo, i Liquidatori hanno inserito l’imposta nello Stato passivo (senza richiesta
dell’Agenzia delle Entrate) come credito chirografario (ma la causa pende in Cassazione !) e per
di più per l’intero importo di 115 mln di euro, pur essendo l’imposizione in solido con Beni Stabili
(Nessun accantonamento nel suo Bilancio al 31.12.2012). Qualcosa non quadra….

Mario Auterio, Emilio Rosso (Pensionati 98/99)
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Nota Auterio - Rosso
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