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Associazione Nazionale fra Pensionati ed Esodati della Banca Commerciale Italiana - ANPECOMIT
COMUNICATO N. 22 DEL 24.12.2013
pubblicato il 24/12/2013

Comunicato n. 22 del 24-12-2013 
Fondo Pensioni Comit- Resoconto del Prof. Pileggi dell’udienza del 19/12 sul ricorso per la ricusazione/revoca dei Liquidatori a nome di 848 soci - Alcune considerazioni su alcune affermazioni su di Noi e sul nostro operato.
Cari soci Anpecomit,
sui primi due punti vi rimando alla esauriente relazione, in allegato,  inviataci dal nostro legale Avv. Prof. Antonio Pileggi. L’udienza si è svolta in camera di consiglio davanti  al giudice Dr. Roberto Bichi Vicepresidente del Tribunale  alla presenza dei soli legali Avv. Prof. Pileggi per gli 848 ricorrenti  e per i Liquidatori Avv.  Francesco Brugnatelli.
Sul terzo punto alcune considerazioni.
Un  gruppetto di rancorosi  ex colleghi, già facenti parte dell’Anpecomit ed ancora “psicologicamente dipendenti” dai tre legali revocati dall’Anpecomit e da oltre 650 soci, avvalendosi partecipazione alla loro recente Associazione “Amici Comit”  (che rispettiamo), di amici che sono contemporaneamente anche  nostri soci, e manifestamente reggendo il bordone ai pessimi Liquidatori, continuano, anche se da noi non cercati o chiamati in causa, a esprimere offensive e petulanti valutazioni e critiche all’operato della nostra Associazione e del nostro legale, esercitando una indebita, arbitraria e pubblica interferenza, sanzionabile se non altro di sdegno e di indignazione.
 
 
L’Anpecomit rivendica con orgoglio e trasparenza  di essersi mossa sul tema che ci occupa con  assoluta lealtà, chiarezza e coerenza,  nell’interesse di tutti i colleghi Comit, anche di quelli che non si sono occupati e/o non hanno approfondito la vicenda. Ci siamo mossi  con impegno, fatica e disinteresse totale, al contrario di legali che, ovviamente, perseguendo legittimi interessi personali, dovrebbero se non altro per rispetto della loro professione astenersi  dalla pubblica critica all’operato di un loro collega e dall’importunare (con abusivi comunicati e/o circolari, direttamente o indirettamente, come nel caso specifico, messi in piazza)  chi, nostro socio,  non è più loro cliente.  Utilizziamo per meglio rendere l’idea  la loro (dei legali revocati) espressione preferita: sono nostri clienti, in contrapposizione al nostro chiaro e limpido concetto sempre ribadito: no,  non sono clienti, ma  sono soci Anpecomit a loro pervenuti attraverso apposite convenzioni sottoscritte da loro e da Noi…da rispettare e adempiere.
 
L’Anpecomit, non sarebbe necessario ripeterlo,  è quella che:
 
- si è opposta sin dall’inizio a fine del 2004 allo scioglimento del Fondo, titolare di un validissimo patrimonio ampiamente e strumentalmente sottostimato, come poi l’asta del 4/2006 si incaricherà di certificare, definendolo illegittimo, arbitrario e inadeguato;
 
-si è opposta da subito, appena verificatesi le ingenti plusvalenze del 2006 (contabilizzate “a gambero” nel 2005), alla decisione del Consiglio di Amministrazione del Fondo (non dele Fonti Istitutive) di rendere inoperante l’art.27, chiedendone in giudizio l’esatta applicazione: prima di tutto il  risarcimento del “maltolto” a tutti i colleghi che in occasione della riforma del 12/99 erano stati penalizzati;
 
- si è opposta a partire dal deposito del piano di riparto ai primi del 2009, (secondo la forzatura della procedura fallimentare)  al criterio del Fondo  di distribuzione  delle plusvalenze  (chiamate  strumentalmente o rendimenti, o rivalutazioni o eccedenze)  per oltre 535 milioni di €, e chiedendo, in contrasto netto con le decisione dei Liquidatori,  l’applicazione dell’art 27;
 
- ha chiesto, d’iniziativa, per iscritto in data  1-12- 2008 un tavolo di incontro per trovare una soluzione transattiva. Richiesta dapprima rifiutata dai Liquidatori, dalle OOSS e dall’Unp, poi riproposta il 6.10.2009 dagli stessi Liquidatori e conclusa con la firma dell’Accordo Unp/Anpecomit del 12-7-2010. Soluzione: ognuno faceva un passettino indietro e tutti ci si accontentava di qualcosa in meno;
 
-ha continuato per tre anni e mezzo, pur trascinata in Appello e in Cassazione dai Liquidatori, a sostenere (prima con Unp e poi da sola) la validità dell’Accordo Unp/ Anpecomit, anche dopo che l’11/6/2013 i Liquidatori avevan o  scritto alle OO.Sindacali e alla Banca  che non avrebbero tenuto conto delle cifre dell’Accordo non considerandolo idoneo a far cessare la conflittualità;
 
-  successivamente in data 1/7/2013  l’Anpecomit ha presentato, da sola (dopo il secondo voltafaccia di UNP- che di fatto aveva esautorato il suo corretto e leale Segretario Rinaldo Cobianchi- il 1° importantissimo determinante voltafaccia, da noi ricordato altre volte, risale all’aprile del 2005, nel corso dell’Assemblea degli azionisti di Banca Intesa ) , un ricorso per accertamento dell’obbligo del Fondo ad aderire all’Accordo Unp/Anpecomit, sull’onda anche di centinaia di lettere da parte degli esclusi e  anche di numerosi pensionati ante 98 ai Liquidatori, alla Banca, alla Covip ed al presidente del Tribunale per l’applicazione dell’Accordo;
 
-successivamente con deposito in data 31/7/2013 ha sostenuto la richiesta di 848 soci con un ricorso per la revoca/ricusazione dei Liquidatori, andato in  udienza il 19/12 di cui alla relazione del Prof. Pileggi in allegato;
-solo in ultimo, nell’udienza in Tribunale del 7.11, non ha potuto che prendere atto di due fatti a lei estranei ma decisivi e cioè che i liquidatori avevano già “strumentalmente” depositato qualche ora prima dell’udienza lo Stato Passivo (che respinge per tutti e totalmente sia l’art. 27 che i termini dell’Accordo stesso) con ciò privando di qualsiasi efficacia la nostra connessa domanda di sospensione del suo deposito e che i liquidatori avevano ulteriormente confermato il loro NO all’accoglimento dell’Accordo utilizzando ed enfatizzando per tale fine –come riportato nella loro memoria difensiva- il citato voltafaccia di UNP e le dichiarazioni ostili della Associazione “AmiciComit”;
 -ha preso atto,  con soddisfazione e  rinnovate speranze, della posizione netta e precisa delle OOSS, in data 9/7/2013, poi trasfusa in un ricorso in udienza al Tribunale del Lavoro di Milano per il 10/1/2014, quasi gridando un  FINALMENTE in sardo, circa la vera interpretazione dell’accordo fra le Fonti Istitutive (Banca e OOSS) del 16/12/99, “papà” dell’art 27) ai fini  previamente risarcitori dei penalizzati che si vuole invece  escludere;
 
- ha  preso atto del clima non certo a noi favorevole del Tribunale di Milano in merito alla richiesta di ricusazione/revoca presentata da 848 colleghi, come richiamato  nella allegata nota del Prof. Pileggi.
 
Detto quanto sopra, cari amici e soci Anpecomit interrogateVi sul perché e sulla “correttezza”  di una affermazione del seguente tenore da parte dell’Associazione “AmiciComit” rivolta a Noi  che abbiamo impegnato gli ultimi tre anni e mezzo a sostenere con tutte le nostre  forze e risorse l’Accordo Unp/Anpecomit  (forse involontariamente assecondando il “giochino” dei Liquidatori a durare a lungo nel tempo per  poi invocare ciniche  prescrizioni e cose del genere):
Con vivo stupore e rammarico apprendiamo ora che l'ANPEC ha chiesto al Giudice di accertare l'avvenuta risoluzione dell'accordo con l'UNP”.
 Con vivo stupore e rammarico????
Un’affermazione questa che definire farsesca, ridicola, ingannevole e infantile è poca cosa.  Saremmo noi i responsabili del cambio di rotta?
 E continuano ancora, ribaltando la frittata, a raccontare storielle:
Ora ne chiede la sua risoluzione ripristinando, di fatto, la situazione di "muro contro muro" che si era già verificata nel 2009. Ciò avviene proprio nel momento in cui tale Accordo poteva diventare un valido riferimento in occasione della "proposta transattiva o conciliativa" che il Giudice delegato dovrà, ai sensi dell'art. 185 bis del Codice di Procedura Civile, formulare alle parti, all'atto della prima udienza”
Proprio nel momento in cui…???  Ma cosa dicono! Ancora favole!
Ma era presente o no qualcuno di loro all’udienza del 7/11 quando in apertura la Giudice di Lorenzo, come per dovere e prassi, ha invitato le parti ad una proposta  conciliativa, e l’Avv. Brugnatelli è immediatamente, anticipando il nostro legale, intervenuto  consegnando al Giudice e a Noi il documento dell’avvenuto deposito  dello stato passivo e dichiarando la loro definitiva e irrinunciabile rinuncia  all’Accordo Unp/Anpecomit (cfr.  nostro comunicato n.19 dell’8-11.2913).
Amen! Si celebrava così il funerale dell’Accordo già preannunciato per iscritto in data 11/6/2013 (cfr. nostro comunicato n.14 del 20/6/2013) a seguito e solo al seguito del  quale abbiamo depositato in data 1/7 il ricorso per accertamento  bruciato nell’udienza del 7/11, e poi in data 31/7 il ricorso per la revoca dei Liquidatori  ora ” in odore di bruciato”.
Quante volte ci dobbiamo ripetere?    Ma cosa occorre perché alcuni facciano finalmente  un salutare e salvifico esame di coscienza?
 
Un abbraccio,
Buon Natale  e sereno  anno 2014  a tutti  Voi ed alle Vostre famiglie e ricordate:
L’Anpecomit andrà sino in fondo perché il Fondo, che non ha rispettato l’Accordo Unp/Anpecomit, al quale ci eravamo “acconciati” per amore di pace e quieto vivere, rispetti, d’ora in poi, gli impegni contrattuali e statutari  presi quando ci ha preso i nostri  denari dalle nostre posizioni previdenziali.
Su questo fronte non lasceremo intentata  alcuna via, nell’interesse di tutti e non solo dei ricorrenti, perché siamo nati per difendere gli interessi e i diritti di tutti i colleghi Comit a e non di una parte.
 
Antonio Maria Masia,   Presidente Anpecomit.  Roma 24-12-2013
 
Rinnovate l’adesione all’Anpecomit (quota invariata € 20), e siateci vicini e solidali come Noi lo siamo con Voi tutti:
A.N.P.E.C. ASSOCIAZIONE NAZIONALE FRA PENSIONATI ED ESODATI DELLA BANCA COMMERCIALE ITALIANA,
CARIPARMA AG. 38, ROMA, DIPENDENZA 458 
IBAN IT68S 06230 05072 000035418686. 
           E’ in fase di ultimazione  il n. 24 di Noicomit, che Vi perverrà entro gennaio e che conterrà questo comunicato a beneficio di tutti i soci privi di e-mail e di frequentazioni con il nostro sito www.noicomit.it    
 
 




Relazione Avv. Pileggi
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