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Associazione Nazionale fra Pensionati ed Esodati della Banca Commerciale Italiana - ANPECOMIT
A proposito del Comunicato n. 18
pubblicato il 03/12/2013

Al commento del Segretario provinciale della Fabi Parma sig. Mario Bertoli, pubblicata lo scorso 29.11, si aggiunge ora la lettera inviataci dal collega Giuseppe Fanni che volentieri condividiamo e, di seguito, trascriviamo:
 
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La presente verrà portata alla vostra conoscenza tramite ANPEC.
Verrà inviata per opportuna conoscenza anche al sito di Piazza Scala augurandomi che, diversamente da quanto accaduto in passato venga da loro pubblicata integralmente. 
 
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Oggetto: - Comunicazioni riportate nel sito di Amici Comit
               - Comunicazioni intercorse tra Alessandro Martelli Consigliere UNP e
                 Mario Bertoli Segretario Provinciale Fabi Parma
 
Carissimi,
gli “amici” Comit, si prestano (come sempre) a fare da megafono ai liquidatori (v. sito Amici Comit Piazza Scala del 29.11.2013) e gioiscono se  un giudice non accoglie le istanze presentate da una  Associazione  che rappresenta ALTRI Colleghi.
Vanno anche oltre “presumendo” (augurandosi) che” anche il terzo ricorso, avrà analoga fine”.
Dall’alto della loro preparazione giuridica, fanno anche presente che interrotta stia a significare respinta. Non arrivano a dire, come  fatto da qualcun altro, che Masia abbia perso.
Non contenti, la incolpano (l’Associazione)  di “perpetuare una vicenda che ci vede ormai stremati” (sic !) e, “ ….ma non condividiamo  l’operato di chi cerca un rinvio sine die, dopo oltre 6 anni di sofferenze” (sic !!).  Roba da ernia al cervello.
Si chiedono, con le ultime forze rimaste, “quale possa essere l’obiettivo perpetrato da questa Associazione” (sic !!!). 
Stremati, dimenticano come sempre fatto, di chiarire quale sia il loro (obiettivo) e  quali siano  le iniziative da loro” perpetrate” per porre fine alla questione che ci occupa  a  termini di legge (diritto).
Non si dimenticano di ben evidenziare che il ricorso è stato presentato solo dall’Anpec; si dimenticano però di indicare i motivi.
Si dimenticano anche di far presente cosa hanno mai fatto per contrastare l’arroganza e la prepotenza dei liquidatori? 
Perché  non hanno messo in atto tutte quelle iniziative (?) che in ambito Anpec li sono state precluse  (a loro dire) anziché impegnarsi a fare proseliti ( contro e non per) anche     organizzando  “eventi” e  scaricando nel contempo la loro acredine nei confronti dell’Anpec e dei suoi Consiglieri di maggioranza ma soprattutto sul  suo Presidente (non solo a parole)?.
Di tutto questo, i Soci non hanno tratto alcun vantaggio..
Si sono prostrati ai  liquidatori con frasi, come già ho avuto modo di dire, più adatte alla pubblicità delle supposte che a contrastare nel merito i  loro comportamenti  ”iniqui”.
Ad esempio: “Noi continuiamo tuttavia a confidare che, da franchi e sereni incontri con i liquidatori, scevri da polemiche malizie, si possa riavviare un percorso orientato virtuosamente al sostegno del su detto accordo”  (Anpec-UNP ndr).  Frase detta a febbraio del 2012. (Sic !!!!). Quanta coerenza! E pensare che i presupposti erano: ”..come si conviene ad un sodalizio tra colleghi-amici per salvaguardare ideali ed interessi comuni” (Sic!!!!!).  Ma chi pensavano di prendere per il sedere!
   
RIPETO.  Perché non spiegano LORO quali sono i veri motivi nel voler chiudere in tutta fretta  LA LIQUIDAZIONE DEI LIQUIDATORI che, come si evidenzia nello stato passivo, vogliono attribuire le plusvalenze solo ai pensionati ante 98 escludendo totalmente i veri beneficiari?
 
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Ritengo importante riprendere quanto comunicato da Alessandro Martelli a  Mario Bertoli   riportato nel sito dell’Anpec.
 
In particolare (Martelli), si preoccupa delle conseguenze nel caso in cui il Tribunale di Milano Sez. Fallimentare, accettasse il ripristino dell’articolo 27
Dando per scontato e facendo così credere  a qualche allocco che esso fosse  stato abrogato o superato a seguito delle informazioni fornite dai  liquidatori  del Fondo (prive a tutt’oggi di qualsiasi presupposto logico giuridico) e la sua conseguente affermazione:
….perché i pensionati ante 1998/99 non prenderebbero  un soldo bucato!!!!!....e forse ne dovrebbero restituire indietro? Ma va! E perché mai?
Come non rimanere sorpresi da così tanta perspicacia
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Nel lontano giugno del 2013 comunicavo  ad un collega che, dopo la quantità industriale di informazioni a disposizione, trovavo impensabile ritenere che ci fosse  ancora qualcuno che potesse condividere in buona fede sia l’operato degli amministratori/liquidatori che l’operato di chi finora, in simbiosi, sosteneva che, a parità di diritti,  qualcuno dovesse percepire di meno (o di più). Dovete convenire che non sarebbe credibile.
Facevo anche presente  che a perdere sarebbero state sempre e comunque le categorie sinora danneggiate non certo chi aveva percepito (quasi certamente) più del dovuto e che,  non ha avuto alcuna difficoltà a credere alle  false ed indebite aspettative che gli sono state prospettate. Aveva solo da guadagnare senza fare niente.
Chi se ne frega se va a scapito di quel qualcuno che mi ha permesso di mantenere la mia pensione integra o, se così facendo,  lo frego due volte (o tre?).
Purtroppo la malafede impera e le suindicate comunicazioni, non fanno altro che confermarlo. Altro che sodalizio tra colleghi-amici!!!!!!
Sic!  Purtroppo,  “è proprio così”.
 
Cordiali saluti
Giuseppe Fanni
03.12.2013
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