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Associazione Nazionale fra Pensionati ed Esodati della Banca Commerciale Italiana - ANPECOMIT
COMUNICATO N. 20 DEL 15.11.2013
pubblicato il 16/11/2013

Comunicato n. 20 del 15 novembre 2013
Fondo Pensioni Comit…e suggerimenti indebiti
 
Carissimi soci,
a proposito del deposito dello stato passivo di cui avevamo dato conto con il comunicato precedente n. 19 dell’8 u.s. Vi informiamo (ma molti di Voi ne sono già al corrente) che sono pervenute le lettere-pec di risposta dei Liquidatori alle istanze  di insinuazione avanzate dai nostri soci interessati  tramite il Prof. Pileggi. Istanze a nome di ben 874 fra i Colleghi pensionati 1998/1999, “zainettati” già opponenti al piano di riparto originale (compresi “ceduti” e “anticipati”)  e insinuanti ex novo (non prima opponenti  al piano di riparto originale).
Per conto loro il Prof Pileggi,omega replica watches avvalendosi della procura già a sue mani,  con la collaborazione dell’Associazione, sta predisponendo e depositerà, entro i tempi previsti dalla procedura, l’opposizione (che poi faremo pervenire a ciascuno interessato)  allo Stato Passivo predisposto dai Liquidatori.
Stato Passivo  che rigettiamo eticamente e giuridicamente  perché non  tiene conto delle legittime richieste dei colleghi esclusi, e in definitiva si sostiene  la non applicabilità sia dell’art. 27 e sia dell’Accordo Unp/Anpecomit  e (in alcuni casi) la perdita di ogni diritto per sopraggiunta prescrizione. Veramente assurdo e altamente cinico tirare ora  in ballo ipotesi  di prescrizione (che naturalmente contrasteremo) contro i legittimi diritti di una parte dei soci dell’ex Fondo Comit  su un tema che è  in causa sin dall’inizio dello scioglimento del Fondo, oggetto  da subito di numerosi  ricorsi, controricorsi, sentenze  e accordi vari. 
A fronte di questo inaccettabile e discriminatorio Stato Passivo avanzeremo ogni opposizione al Giudice che dovrà esaminare le motivazioni dei colleghi esclusi da ogni pretesa creditoria soltanto alla luce delle disposizioni di cui all’art 27 dell’Accordo sindacale del 16 dicembre 1999. Ragioni rafforzate dall’intervento chiarificatore delle Organizzazioni Sindacali, alcune delle quali hanno chiesto per via giudiziaria (udienza fissata al 10 gennaio 2014) il riconoscimento della validità, dell’efficacia e dell’applicabilità dell’Accordo Sindacale citato, le cui previsioni normative in tema di plusvalenze del comparto immobiliare sono state letteralmente trasfuse nell’art 27, tuttora vigente, nello Statuto del Fondo.  Riportiamo in allegato  alcuni passi essenziali e chiarificatori del predetto ricorso, nel quale l’Associazione (e i suoi soci che  vorranno) si propongono di intervenire “ad adiuvandum”.
Il nostro Direttivo del 12 scorso ha deliberato all’unanimità (presenti anche i nostri Consiglieri pensionati ante 1998) di praticare, oltre il ricorso al Giudice Fallimentare ogni ulteriore  forma di reazione giudiziaria, nessuna esclusa, per contrastare con determinazione siffatta ripartizione dell’attivo.
Invero, il criterio utilizzato dai Liquidatori che nega l’applicabilità dell’art. 27 in quanto caducato dalla procedura liquidatoria successivamente insorta (sic!), calpesta appieno i diritti soggettivi sorti in testa a tutti i dipendenti in attività di servizio alla data del 1° gennaio 2000; diritti rivenienti dalle previsioni di cui al citato Accordo del 16 dicembre 1999.  Il criterio utilizzato dai Liquidatori - a nostro avviso del tutto illegittimo – genera il depauperamento di quella parte dei dipendenti di cui sopra esclusi dalla ripartizione, a tutto vantaggio dei pensionati ante 1998.
Ma noi contro questa ingiustizia lotteremo sino in fondo.
Occorre prima risarcire il dovuto, che è, si badi bene, di carattere contrattuale, previdenziale e statutario derivante dall’accordo  collettivo fra le Fonti Istitutive del 16-12-1999 e  da art.27, e solo dopo, sul rimanente, applicare per tutti la par condicio.  Questo criterio, è reclamato direttamente anche  da numerosi colleghi in servizio  perché li  risarcirebbe dovutamente e compiutamente di quanto non faccia l’attribuzione riservata a loro da parte del Fondo. Così come risarcirebbe anche le pensioni di reversibilità anch’esse intaccate a fine 99.
Ora  ci dedichiamo al gravoso lavoro di mettere insieme i ricorsi di cui si è detto.
Stiamo girando le comunicazioni pervenuteci ai pensionati ante 1998  e ai colleghi attivi che hanno utilizzato la nostra PEC. Nelle predette comunicazioni i Liquidatori confermano le cifre della precedente lettera e il proposito di assegnare il 100% di quanto promesso loro verso la metà del 2005.  In tal modo, all’epoca, si spaccò il fronte che compatto stava reagendo contro l’ingiustificato scioglimento del Fondo.
Riguardo alla lettera pervenuta a chi di Voi è ricorrente a firma di taluni legali, vi  invitiamo, come fatto nel comunicato n. 13 del 13.6.2013,  a non dare alcuna risposta a tali sollecitazioni, da considerarsi improprie, altamente indelicate e di contenuto vagamente minaccioso,  tenendo ben presente che nessun legale avrà da Voi alcun €, se Voi non incasserete alcun €  che derivi  dall’azione legale contro il Fondo.  E se, e quando incasserete  qualche €,  a causa dell’azione legale, su quell’€, come sappiamo,  ci sarà da pagare (tranne i 98/99)  il 10%+Iva+ Cpa. A favore di, chi lo si vedrà al momento opportuno, se  il momento opportuno ci sarà.  Parlarne ora è ridicolo, inutile, e pure iettatorio.
 Alla stesura e alla presentazione dei ricorsi provvederà, lo ribadiamo,  il Prof. Antonio Pileggi,  incaricato da noi  e dai soci che hanno insinuato il credito allo Stato Passivo.
In ultimo, così come abbiamo già  fatto con i  Liquidatori, responsabili di un insensato e gratuito  attacco alla nostra Associazione per il mancato adempimento dell’Accordo Unp/Anpecomit (ricordiamo ancora una volta che i nostri ricorsi sono stati presentati solo dopo la loro dichiarazione scritta di “morte” dell’Accordo stesso), rimandiamo a mittenti vari le ridicole critiche al nostro operato, replicate, prive di stile e di educazione.
Il  nostro lavoro e impegno a favore,  esclusivo e disinteressato, dei colleghi  tutti va rispettato  da tutti con educazione e stile. 
Un caro saluto a tutti e a presto. 
Roma, 15 novembre 2013
 
Antonio Maria Masia
Presidente Anpecomit
NB: con il presente comunicato rispondiamo  ai numerosissimi colleghi che hanno chiesto notizie sullo Stato Passivo e sull’indebita “sollecitazione esterna”.  Impegnatissimi come siamo  ad “aiutare” il nostro legale nella preparazione dei ricorsi, questa volta non ce la facciamo proprio a risponderVi uno x uno, come avremmo desiderato. Ma Voi continuate a scriverci, ad esprimerci il Vostro punto di vista  e a sostenerci, rinnovando  l’adesione per il 2013 (chi non l’avesse ancora fatto) bonificandoci la quota sul c/c: A.N.P.E.C. ASSOCIAZIONE NAZIONALE FRA PENSIONATI ED ESODATI DELLA BANCA COMMERCIALE ITALIANA, CARIPARMA AG. 38 ROMA 
DIPENDENZA 458  C/C  354186/86     ABI 06230      CAB 05072 
IBAN IT68S 06230 05072 000035418686 – Grazie
 Ricordiamo infine  l’istanza di ricusazione e revoca promossa da 848 colleghi a carico  dei Liquidatori,  in udienza il 19/12 a Milano. 
 




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