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Associazione Nazionale fra Pensionati ed Esodati della Banca Commerciale Italiana - ANPECOMIT
COMUNICATO N. 19 DEL 8.11.2013
pubblicato il 09/11/2013

COMUNICATO N. 19  DELL'  8.11.2013 Presentato lo "Stato Passivo"


Eventuali rettifiche alla luce dell'accordo UNP/ANPEC sono state definitivamente precluse dalla permanente conflittualità, resa ancora più evidente dalle  ultime iniziative giudiziarie assunte da un lato dall’ANPEC e dall’altro da quattro sigle sindacali (con due nuove diverse cause pendenti avanti il Tribunale di Milano ove chiedono di condannare il Fondo ad utilizzare criteri fra loro diversi nella medesima Liquidazione: le quattro OO.SS. chiedono l’art. 27, i ricorrenti ANPEC l’Accordo UNP-ANPEC). (questa l’inaccettabile e incredibile affermazione del Fondo, estratta dal  suo comunicato del 7-11-2013, in allegato)
 
Comunicato n. 19 dell’ 8-11-2013.  - Lo Stato Passivo…che più passivo per le nostre ragioni non si può! - L’udienza di ieri sul nostro ricorso per accertare il vincolo contratto dal Fondo sull’Accordo Unp/Anpecomit, e il conseguente suo  obbligo ad applicarlo www.reeftiger.it
 
Carissimi soci,
questo comunicato inizia con la premessa di cui sopra per evidenziare subito alla Vostra cortese attenzione le gravissime responsabilità che ieri si sono assunti i Liquidatori:
1° - nel dichiarare, in apertura di udienza, la loro netta  avversione e negatività all’Accordo Unp/Anpecomit, nel chiederne tassativamente l’improcedibilità, nel negare legittimità e fondatezza alla nostra richiesta, nel  respingere totalmente qualsiasi  loro coinvolgimento nella vicenda;

2°- nel comunicare che “alle prime luci dell’alba” avevano depositato lo Stato Passivo. Senza neanche aspettare l’esito dei ricorsi in essere, previsti, come noto a tutti, a brevissima scadenza (ieri in udienza  alle ore 11 il nostro per accertare il vincolo contratto dal Fondo sull’Accordo Unp/Anpecomit, e il conseguente suo  obbligo ad applicarlo, il 19/12 quello a firma di 848 di Voi per chiedere al Presidente del Tribunale la revoca del loro incarico, il 10/1 2014 il ricorso per accertamento da parte di quattro sigle sindacali che chiedono  il rispetto integrale dell’accordo del 16/12/99 e del conseguente art.27). Ciò, nonostante che l’Anpecomit avesse depositato il 30/10, con carattere d’urgenza,   al Tribunale di Milano un’istanza per la sospensione del deposito dello Stato Passivo, all’esito delle predette scadenze.

Dopo tre anni e mezzo circa dalla firma dell’Accordo Unp/Anpecomit (12-7-2010) sul quale molto avevamo contato e dopo averlo continuamente rivendicato e  sollecitato, unitamente a migliaia di colleghi, dobbiamo porre la parola FINE alla possibilità di  ulteriormente percorrere quella strada, e, sia chiaro, non per nostra responsabilità.
Le dichiarazioni e le richieste rese  ieri in udienza dai legali del Fondo e l’aver depositato poco prima  lo Stato Passivo, che NON TIENE CONTO dell’Accordo Unp/Anpecomit (ed ovviamente neanche dell’art.27) , come peraltro dai Liquidatori chiaramente anticipato con lettera ai Sindacati ed alla Banca in data  11.6.2013 (vedasi nostro comunicato n. 14 del 20.6.2013) hanno certificato la “morte civile” dell’Accordo Unp/Anpecomit, lo spegnimento definitivo e certificato di quella “fiammella” di cui ancora parlavamo nel precedente comunicato.
Ma detto questo non possiamo, nell’attesa di decidere le nostre reazioni legali a tale stato di cose, non sottolineare alla Vostra valutazione l’incredibile affermazione/disinformazione/strumentalizzazione  dei Liquidatori, contenuta nella dichiarazione  che Vi abbiamo evidenziato in capo al comunicato. Dichiarazioni inaccettabili e incredibili sul piano del buon senso e della realtà degli avvenimenti. E ci limitiamo a queste sole  qualificazioni, lasciando a Voi il resto
Come si  fa infatti ad accusare l’Anpecomit (e anche  le quattro sigle firmatarie del ricorso sull’ accordo 16/12/99, ma questo non ci riguarda) di responsabilità per aver “definitivamente precluse eventuali rettifiche alla luce dell’accordo UNP/ANPEC”?.
Incredibile e inaccettabile, questa gratuita ed inutile accusa alla nostra Associazione che, sino al 1° luglio del corrente anno (data del deposito del ricorso per accertamento, che segue e non precede la citata lettera del Fondo dell’11/6) non aveva fatto altro che sollecitare decisamente, ma sempre correttamente, l’esecuzione dell’ Accordo Unp/Anpecomit.  Accordo, ricordiamolo ancora  sollecitato e inizialmente “benedetto” dal Fondo, referendato positivamente da oltre il 95% degli aventi diritto, che lo hanno ritenuto  l’unica strada possibile, equa ed equilibrata per chiudere celermente in bonis, all’interno del mondo Comit,   e senza ulteriori passaggi nelle aule giudiziarie una triste e lunga  vicenda.
Vicenda che, forzatamente incanalata, noi da sempre contrari, nella sbrigativa e sommaria  strada fallimentare, vedrà molto probabilmente il concretizzarsi di una clamorosa ingiustizia. Per mancato, dovuto, contrattuale, sindacale, statutario RISARCIMENTO/RIMBORSO ai colleghi che  non solo hanno contribuito, al pari di tutti, con i loro versamenti alla vita del Fondo,  ma anche e soprattutto alla sua salvezza, sborsando forzosamente, a fine  del 99, 650 miliardi di Lire (€ 335 milioni) e che oggi vengono definitivamente esclusi (salvo giudizi diversi del Giudice  fallimentare a fronte  dei tantissimi ricorsi che gli verranno presentati) dalla ripartizione di plusvalenze (non rendimenti!) pari ad oltre 700 milioni di €, se consideriamo oltre alle plusvalenze del luglio 2006 per € 536 milioni, contabilizzate, stranamente al 31.12.2005, anche quelle per circa 200/220 milioni che si erano formate dal  2000 al 2004 .
Fate due conti. Ci sarebbe, ce n’era per tutti!
Sia  per saldare previamente  il debito contratto attraverso l’accordo tra le fonti istitutive del 16.12.99 trasfuso nell’art. 27 e poi fare una bella par condicio concorsuale, con soddisfazione anche dei pensionati ante 98. Accordo del 16.12.99  in virtù del quale, ripetiamolo, si stabilì da una parte per i lavoratori in servizio la decurtazione ed il riproporzionamento degli zainetti, nonché per i pensionati 98/99 la riduzione degli assegni di pensione con effetto retroattivo dal 1.1.98 ed anche la riduzione delle pensioni di reversibilità,  con il conseguente sacrificio complessivo di € 335 mln e dall’altra l’obbligo per il Fondo che le plusvalenze che si fossero formate a partire dall’1.1.2000 sarebbero state prioritariamente destinate ai predetti soggetti sino al totale rimborso di detto sacrificio)
Perché non si è seguita sin dall’inizio questa strada logica, giusta, contrattualmente e statutariamente prevista? Perché? Non c’è risposta!
Ci spiace. Ma reagiremo, come da sempre affermiamo, percorrendo contro queste inique decisioni tutte le strade legali e processuali possibili. 
Naturalmente cureremo nei  tempi previsti (brevissimi, pare addirittura solo 15 giorni!; se fosse, anche questo sa di assurdo) i ricorsi al Giudice Fallimentare, senza più tener conto dei dati dell’Accordo Unp/Anpecomit, ma basandoci solo ed esclusivamente  sulle  maggiori cifre derivanti dall’art 27,  attraverso il nostro legale Prof. Pileggi, al quale i nostri insinuanti  hanno dato mandato.
Un caro saluto a tutti – Antonio Maria Masia Presidente Anpecomit
Roma 8-11-2013
 




Comunicato Fondo 7.11
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