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Associazione Nazionale fra Pensionati ed Esodati della Banca Commerciale Italiana - ANPECOMIT
COMUNICATO N. 18 DEL 21.10.2013
pubblicato il 22/10/2013

Comunicato n. 18 del 21-10-2013
Fondo Pensioni – aggiornamenti (sul botta e risposta fra  OOSS e Fondo)
 
Carissimi soci,orologi da uomo
non ci sono novità di rilievo sulla situazione del Fondo riguardo la definizione dello Stato Passivo (cioè l’elenco dei creditori ammessi alla ripartizione delle residue risorse) che  era atteso per fine settembre. Siamo verso la fine di ottobre  e ancora lo Stato Passivo non è stato depositato e non siamo peraltro in possesso di alcuna indiscrezione e/o anticipazione in proposito.
Possiamo solo riferirVi, con base documentale, circa la “controversia” fra le  Organizzazioni Sindacali e  il Fondo Pensioni /Liquidatori emersa in data 9/7 con la lettera delle OOSS al Presidente del Tribunale, ai  Liquidatori e alla Banca, e successiva  risposta del Fondo del 24/7, di cui Vi abbiamo ampiamente riferito nei precedenti comunicati n. 16 del 13-7-2013  (Jà fit ora e tempus!) e n. 17 del 17-9-2013 (Botta e Risposta fra OOSS e Liquidatori) .
 Controversia che ci interessa e non poco!
Che anzi  consideriamo fondamentale per il prosieguo della nostra reazione ove i Liquidatori, come invece e peraltro già preannunciato per iscritto, non dovessero definitivamente tenere conto, nella determinazione dello  Stato Passivo, dell’Accordo Unp/Anpecomit del 12-7-2010.
Su questo punto – terranno o non terranno conto dell’Accordo Unp/Anpecomit? -  un recentissimo comunicato della Unità Sindacale Falcri-Silcea sembra confermare che lo Stato Passivo non terrà conto dell’Accordo  citato, con buona pace di quanti ancora continuano a sostenere i Liquidatori, anziché chiedere finalmente chiarimenti sulle loro gravissime  responsabilità per i circa 10 anni di una gestione, con diverse ombre e tante contraddizioni, di un Fondo, che non vuole morire se non lasciandosi dietro un mare di iniquità e ingiustizie.
La novità sul tema di cui  ora vogliamo riferirVi e  che da parte nostra  andremo a valutare con attenzione, all’interno del nostro prossimo Direttivo e con il nostro legale Prof. Antonio Pileggi, è rappresentata dal fatto che alcune delle Organizzazioni Sindacali firmatarie della lettera del 9/7, e cioè  FIBA/CISL, SINFUB, DIRCREDITO e UGL CREDITO,  hanno depositato,  in data 1 ottobre  corrente, al Tribunale di Milano, sezione  Lavoro, un ricorso per l’accertamento della  validità  dell’accordo  del 16-12-99, sottoscritto dalle Fonti Istitutive (Banca Comit  e OOSS),   contro il Fondo, in persona del Presidente del Collegio dei Liquidatori e rappresentante  pro tempore,   con chiamata in causa anche  della Banca Intesa San Paolo e dei Sindacati non firmatari del ricorso, e cioè FABI, FISAC/CGIL, UILCA/UIL e UNITA’ SINDACALE FALCRI/SILCEA.  
Ecco  di seguito, ripresa dal suddetto ricorso per accertamento, che è stato messo in udienza per il giorno 10/1/2014, Giudice Mariani, la richiesta delle OOSS firmatarie.
 
OGGETTO
1)      Domanda di accertamento circa la validità,l’efficacia e l’applicabilità,delle previsioni  normative contenute al n. 3 dell’Accordo stipulato in data 16 dicembre 1999 fra le Organizzazioni Sindacali e la Banca Commerciale Italiana (ora Intesa Sanpaolo Spa)
2)      Conseguente obbligo da porsi a carico del Collegio dei Liquidatori del Fondo Pensioni per il Personale della Banca Commerciale in liquidazione, a ripartire l’attivo patrimoniale, utilizzando i criteri convenuti al n. 3 dell’Accordo 16 dicembre 1999 così come trasfusi nell’art. 27 dello Statuto del citato Fondo.
 
In sostanza  una parte dei Sindacati, dopo avere INSIEME, sostenuto  e sottoscritto per iscritto  le motivazioni risarcitorie alla base dell’accordo del 99 ed invitato, in maniera chiara ed inequivocabile il  Presidente del Tribunale, i  Liquidatori e la  Banca  a darvi applicazione integrale, chiede ora per via giudiziaria che si accerti la validità di quell’accordo  così come trasfuso nell’art. 27 dello Statuto del Fondo (tuttora vigente).  
Quanto richiesto dai Sindacati è alla base delle  insinuazioni di credito (cifra di 1° istanza) da parte di centinaia e centinaia di colleghi, attraverso il coordinamento  e l’assistenza dell’Anpecomit,  che i Liquidatori ostinatamente vogliono escludere dal riparto. Richiesta indotta, precisiamolo bene per i mestatori di turno, in assenza, pre-dichiarata dai Liquidatori, di accoglimento delle cifre di transazione (ben inferiori a quelle di 1° istanza)  previste dall’Accordo Unp/Anpecomit, bellamente ignorato dai Liquidatori, dopo oltre tre anni dalla firma; Accordo da loro stessi prima  sostenuto e sollecitato.  
 Stiamo ora  a vedere cosa succederà.
Una cosa è certa, noi presumibilmente, salvo allungamenti di tempo non calcolabili, oppure di sospensioni temporanee della procedura “fallimentare” in itinere, a causa delle numerose cause in essere (compresa quella a firma di 848 colleghi che chiedono la revoca dei Liquidatori, la cui 1°  udienza  è stata fissata per il 19-12-2013),  avremo, prima dell’udienza del 10/1/2014 fissata  per il ricorso sindacale suddetto , due date per capire meglio la realtà dello stato dell’arte:
-          la prima data non è certa, ed è quella del deposito dello Stato Passivo: ci sarà prima o dopo la seconda data?
-          la seconda data è certa, ed quella dell’udienza del nostro ricorso per accertamento,  del 19/6/2013, ove si  sostiene  il vincolo contratto dal Fondo sull’Accordo Unp/Anpecomit, e il conseguente suo  obbligo ad applicarlo, vedasi all. 3 al  nostro comunicato n. 14 del 20-6-2013. Ricorso che andrà in udienza al Tribunale di  Milano in data 7-11-2013, alle ore 11 , stanza n. 205, piano 2° via Pace 10, Giudice Paola Di Lorenzo;
Se, alla verifica di queste due date, la  piccolissima  fiammella (quasi invisibile se non con gli occhi dell’ottimismo della volontà) dell’Accordo Unp/Anpecomit, che ancora qualcuno intravede in fondo al tunnel,  si sarà definitivamente spenta,  non ci rimarrà che replicare,  con una miriade di inevitabili  ricorsi contro lo Stato Passivo, a nome degli insinuanti, la richiesta della cifra in 1° istanza (la cifra maggiore) basata, come detto prima,  sulle ragioni dell’art. 27 che discende a sua volta dalle motivazioni fondanti dell’accordo del 16-12-99 e  che hanno spinto le OOSS ad indirizzare ai Liquidatori la  lettera del 9/7 e il ricorso di cui sopra.
Rimane immutato il nostro impegno e la nostra determinazione.
Percorreremo, come sempre,  utilizzando tutte le nostre risorse,  tutti i percorsi legittimi possibili per far valere le nostre ragioni, e per impedire che si concluda con una ripartizione offensiva e indegna  lo scempio di decisioni assurde e  immotivate, prese in alto loco e contro qualsiasi principio di equità e di rispetto dei patti sottoscritti il 16/12/99; patti che, allora, non lo  si dimentichi MAI,  servirono a  salvare il Fondo dal vero fallimento e la pensione ai suoi pensionati, con il prelievo forzoso e  massiccio, per oltre 650 miliardi di Lire, dagli zainetti dei colleghi in servizio al 1.1.2000 e dalle pensioni già in corso dei pensionati 98/99… e non solo. 
 I colleghi penalizzati dovevano essere RISARCITI con le PLUSVALENZE.
Pacta sunt servanda!
Naturalmente Vi terremo continuamente informati. 
 
Un affettuoso saluto a tutti
Antonio Maria Masia
Presidente Anpecomit
Roma 21-10-2013 
Questo comunicato è presente in zona pubblica del nostro sito www.noicomit.it
 
PS: Invitiamo i nostri soci, che non l’avessero ancora fatto,  a Rinnovare l’adesione all’Anpecomit, bonificando la quota 2013 (€ 20 invariata) sul nostro c/c IBAN: A.N.P.E.C. ASSOCIAZIONE NAZIONALE FRA PENSIONATI ED ESODATI DELLA BANCA COMMERCIALE ITALIANA 
CARIPARMA AG. 38 ROMA DIPENDENZA 458  C/C  354186/86     ABI 06230      CAB 05072 
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