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Associazione Nazionale fra Pensionati ed Esodati della Banca Commerciale Italiana - ANPECOMIT
FONDO SANITARIO GRUPPO INTESASANPAOLO
pubblicato il 13/10/2013

FONDO SANITARIO INTESASANPAOLO
Situazione attuale, prospettive, alternative
 
Cari amici una recente notizia di fonte sindacale (comunicato delle delegazioni trattanti del Gruppo Intesa Sanpaolo emesso il 19 settembre c.a.) c’induce a fare il punto della situazione.
 
Dal predetto Comunicato apprendiamo che le Fonti Istitutive (tra le quali la nostra categoria non è ricompresa) hanno concordato le soluzioni “finalizzate a conseguire l’equilibrio delle gestioni Attivi e Pensionati”.
 
Tali soluzioni si sostanziano nella predisposizione di un “distinto Regolamento delle prestazioni per i pensionati” che avrà efficacia dal 1.1.2014 e che dovrebbe prevedere diversificati penalizzanti aumenti di franchigie e riduzioni di massimali che verrebbero solo parzialmente mitigati da una diversa modalità dei rimborsi e da un leggero aumento dell’apporto della gestione attivi. In mancanza di notizie ufficiali e quindi salvo verifica, il nuovo distinto regolamento dovrebbe, in via di massima e grazie ad informazioni ufficiose, prevedere per la nostra categoria:   
 
-         contribuzioni invariata la quota 3% per il socio, quella per familiare a carico passa dall’attuale 0,10 % allo 0,25% fino ad un max di 0,75% (ex 0,30%) e quella per familiare non a carico dallo 0,90% all’ 1,50%
-         prestazioni  alta diagnostica, visite specialistiche, analisi ecc ecc dal 20 al 40% per l’assistenza non convenzionata ed al 30 % quella convenzionata;
-         rimborsi         quota differita 30% per assistenza indiretta e 15% per la diretta
-    contributo della gestione attivi alla gestione quiescenti che passa dal 4% al 6%
 
Appare pertanto, purtroppo, confermata la previsione che avevamo fatto nel nostro Comunicato dello scorso 10 marzo in cui, nel darvi notizia dell’Accordo del 27.2 tra le Fonti Istitutive che aveva decretato l’attuale regolamento delle prestazioni e preannunciato l’istituzione di una Commissione (peraltro priva di nostri rappresentanti) avente il compito di studiare misure atte a riportare strutturalmente in equilibrio la gestione quiescenti, concludevamo affermando “”E’ dunque del tutto prevedibile che, a breve, nel prossimo futuro, l’assistenza sanitaria così preziosa per la nostra categoria subirà ulteriori pesanti revisioni al ribasso nelle prestazioni ed al rialzo nei costi.”” In effetti così sarà visto che l’aumento dal 4 al 6% della contribuzione di solidarietà della gestione attivi non sarà minimamente sufficiente a pareggiare il deficit della nostra gestione ed il rimborso della quota differita continuerà a restare una chimera.
 
Stigmatizziamo ora che le nuove preannunciate misure vengano sbandierate nel comunicato sindacale come finalizzate “”a dare concreta attuazione ai principi fondanti di mutualità e solidarietà generazionale del Fondo”” mentre, com’è di tutta evidenza, esse comporteranno per la nostra categoria un ulteriore aggravio, proprio nel momento in cui, per una semplice questione di età anagrafica, si verifica il massimo bisogno di assistenza sanitaria. Spiace ancor di più perché questo aggravio viene deciso pur in presenza di un andamento complessivo del Fondo del tutto positivo come attestato da quanto accaduto nei tre anni di vita finora passati dalla sua istituzione:la sua gestione, unitariamente considerata (gestione attivi + gestione quiescenti), sarebbe stata, infatti  in larghissimo attivo.
 
Un breve cenno alle prospettive ed alle eventuali alternative.
 
Vogliamo essere onesti e chiari.
Le prospettive non sono positive per motivi evidenti a tutti. La nostra voce non è raccolta né dai sindacati, che preferiscono di gran lunga assecondare l’azienda, né dagli attivi, tranquilli per la loro situazione ben tutelata e del tutto disinteressati del fatto che anche a loro toccherà di perdere gran parte degli attuali loro benefici allorchè inevitabilmente, andando in pensione, passeranno nella nostra vessata categoria.
Tuttavia, come certo sapete, la nostra Associazione non è rimasta inerte ed  ha attivato da tempo un’iniziativa legale contro la decisione della vecchia nostra Cassa Sanitaria di far confluire le sue consistenti riserve (vari milioni di euro) nel patrimonio del nuovo Fondo Sanitario. L’iniziativa ha già avuto un primo importante riconoscimento dal giudice che ha stabilito il provvisorio congelamento di tale trasferimento; al prossimo 18 dicembre è fissata l’udienza per la trattazione della causa nel merito e noi confidiamo che un successo, in cui fermamente crediamo, potrà
consentire che le Fonti Istitutive possano convincersi ad attuare in modo completo il principio della mutualità e solidarietà intergenerazionale, unificando le due gestioni degli attivi e dei quiescenti.
Peraltro le alternative al Fondo Sanitario esistono ma non sono né sicure né soddisfacenti. La nostra Associazione ha infatti ricercato nel tempo convenzioni con assicurazioni sanitarie, concordando una prima Convenzione con l’AllianzRas, durata tre anni e poi disdettata dalla stessa Compagnia perché troppo onerosa, ed una seconda, l’anno scorso, con validità per il corrente 2013, con la Caspie.Tuttavia abbiamo recentemente saputo, seppur in via ufficiosa, che a causa della sinistrosità registrata in corso d’anno, la Compagnia sarebbe intenzionata a rivederne, in senso ovviamente peggiorativo, premi e coperture.
Pertanto, seppur impegnati a ricercare costantemente soluzioni alternative, siamo convinti che queste possano essere soprattutto utili per tutti coloro, e sono tanti, che non sono iscritti al Fondo Sanitario di Gruppo.
 
In conclusione invitiamo tutti i nostri soci (e non soci) a far giungere la loro voce ai sindacati ed anche ai colleghi in attività affinchè rivedano la loro acquiescente posizione verso l’Azienda e si rendano finalmente conto che difendere le nostre istanze è anche un loro diretto interesse.
 
Di seguito riportiamo il comunicato sindacale:
 
Fondo Sanitario Integrativo: equilibrio delle gestioni
Nella giornata di giovedì 19 settembre sono stati ratificati interventi di modifica al Fondo Sanitario Integrativo del Gruppo Intesa Sanpaolo, decisi nel corso di incontri svoltisi prima della pausa estiva.
Le soluzioni concordate sono finalizzate a conseguire l’equilibrio delle gestioni Attivi e Pensionati e sono successive alla verifica dell’andamento del Fondo, prevista dall’accordo di costituzione dell’ente del 2 ottobre 2010, dopo tre anni di attività.
Gli interventi convenuti si riferiscono prevalentemente alla Sezione Pensionati, che nell'arco del triennio 2011/2013 ha fatto annualmente registrare un disavanzo strutturale.
Per fare fronte a questa situazione sono state definite misure correttive che riguardano le contribuzioni e le prestazioni della Sezione Pensionati, nonché il contributo di solidarietà da parte della Sezione Attivi qualora sia in equilibrio. Al riguardo è stato quindi predisposto un distinto Regolamento delle prestazioni per i pensionati.
Per quanto concerne la Sezione Attivi rimane l’attuale assetto delle prestazioni, contribuzioni e rimborsi. Sono stati decisi alcuni aggiustamenti su prestazioni e rimborsi con l’obiettivo di miglioramento ed equità, finalizzati anche a mantenere nel tempo il risultato di gestione in attivo.
Tutte le modifiche introdotte avranno efficacia dal prossimo 1° gennaio 2014.
L’operazione complessiva è finalizzata a dare concreta attuazione ai principi fondanti di mutualità e solidarietà generazionale del Fondo, che devono necessariamente coniugarsi con quello di sostenibilità economica nel lungo periodo, alla luce anche del progressivo incremento dell’aspettativa di vita e peggioramento della Sanità Pubblica.
Milano, 19 settembre 2013
LE DELEGAZIONI TRATTANTI DI GRUPPO INTESA SANPAOLO
DIRCREDITO – FABI - FIBA/CISL - FISAC/CGIL – SINFUB – UGL – UILCA