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Associazione Nazionale fra Pensionati ed Esodati della Banca Commerciale Italiana - ANPECOMIT
COMUNICATO N. 12 DEL 28.5.2013
pubblicato il 29/05/2013

Comunicato n. 12 del 28-5-2013
-         relazione Assemblea soci a Torino
-         Fondo Pensioni
La relazione sulla  X°Assemblea della nostra Associazione, svoltasi positivamente  a Torino sabato 25/5, all’interno di un piacevole ed interessante tour turistico alla scoperta delle bellezze signorili e accoglienti di una città che definire splendida è poca cosa, la potete leggere sul verbale in allegato.
Per quanto riguarda il seguito sulla vicenda relativa alla definitiva ripartizione della residue risorse del Fondo Pensioni Comit derivanti dalle ben note PLUSVALENZE, fatta la premessa:
- che i responsabili del Fondo, procedono in maniera spedita sulla strada della procedura fallimentare (anche con il consenso o meglio senza alcun impedimento da parte delle Fonti Istitutive Banca e soprattutto Organizzazione Sindacali) disattendendo definitivamente le nostre legittime aspettative circa l’applicazione dell’Accordo Unp/Anpecomit. Aspettative  coltivate da circa tre anni con coerenza e determinazione (anche con l’UNP  fino al clamoroso voltafaccia di marzo della stessa a conduzione Cerri in funzione anti Cobianchi  peraltro Segretario e ancora leale all’Accordo – circostanza di cui vi abbiamo dato conto in precedenza e che unitamente ad altre prese di posizioni di ex colleghi non ha certamente giovato alla causa);
- che prima  il Direttivo della nostra Associazione e poi  l’Assemblea di Torino hanno ritenuto  e definito  INIQUA  la determinazione dei Liquidatori che di fatto (ed anche di diritto,  vista la loro presunzione giuridica di attribuirsi il merito di una sentenza di Cassazione a loro invece sfavorevole) ritiene di poter ripartire ad esclusivo beneficio di alcune categorie  le ingenti  risorse destinate da Statuto (art.27) a RISARCIRE in primis coloro che  a fine del 1999 pagarono il prezzo salato del risanamento del Fondo;
- che la procedura concorsuale iniziata, messo da parte l’Accordo Unp/Anpecomit che teneva conto di tutte le categorie (ivi comprese quelle dei 98/99, degli “zainettati 2003/2004”, dei “ceduti”,  degli “anticipati”  e degli  “usciti con zainetto del 2000, 2001 e 2002”)   che pure, in caso di sua attuazione,  si sarebbero accontentati di modesti risarcimenti forfettari  ben al disotto delle effettive legittime pretese)  si rileverà inevitabilmente disastrosa per i diritti degli ESCLUSI; 
 - che abbiamo atteso vanamente fiduciosi l’esito degli incontri fra le Fonti Istitutive dell’8/5 e fra i Liquidatori e le Fonti del 22/5, rivelatisi del tutto inconcludenti e deludenti: le Organizzazioni Sindacali non si fanno carico di migliaia di colleghi inconsapevoli che pure vanterebbero potenziali  diritti nella liquidazione del fondo, probabilmente quasi tutti loro iscritti, ma che rimarranno totalmente tagliati fuori dalla procedura liquidatoria avviata, mentre la Banca se ne lava le mani;
  è stato deliberato:
- di OPPORSI in tutti i modi  e con tutti i mezzi legittimi possibili agli atti del Liquidatori, (ritenendo gli stessi, per quanto già ampiamente evidenziato anche in altre sedi, assolutamente illegittimi ed irreparabilemnte pregiudizievoli nei confronti di molti degli aventi diritto) nel tentativo di fermare l’infernale,  incomprensibile e costosa macchina procedurale concorsuale messa in moto: la clessidra versa la sua sabbia dal 2/5/2013, 
- di  promuovere e sostenere l’iniziativa dei soci e dei non soci interessati a proporre istanza per l’insinuazione del proprio credito al predisponendo stato passivo, siano essi già “ricorrenti” assistiti dal nostro legale Prof. Antonio Pileggi o meno, dando PER TUTTI ISTRUZIONI SU COSA E COME FARE NEI TEMPI PREVISTI dalla procedura;
 - di  far seguito alla  diffida al Fondo dell’ottobre del 2012 intesa all’applicazione dell’Accordo Unp/Anpecomit depositando, a firma Anpecomit, in settimana,  un ricorso per l’ACCERTAMENTO della vincolatività dell’Accordo nei confronti del Fondo Pensioni, che sino ad oggi tale Accordo ha disatteso pur essendosi sullo stesso espressamente impegnato proponendocelo, sollecitandocelo e “referendandolo”.  Chiameremo comunque a sostegno l’UNP firmataria dell’Accordo stesso. Con tale atto chiederemo, dunque al Giudice, coerentemente con la nostra azione,  che riconosca gli obblighi del Fondo e di Unp nascenti dall’Accordo, per una sua corretta e definitiva applicazione;
- di sostenere con tutte le nostre forze e risorse un’istanza di RICUSAZIONE e/o REVOCA degli attuali Liquidatori promossa e richiesta da alcuni gruppi di nostri soci che, giunti a questo punto, ritengono (e il nostro Direttivo e l’Assemblea con loro) gli stessi non adeguati, non autonomi, non lucidi e non sufficientemente imparziali e disinteressati rispetto al ruolo ed alle responsabilità connesse alla particolare fase della procedura liquidatoria, nonché autori e responsabili di una serie di comportamenti lesivi dei reali e concreti interessi del Fondo nonché dei diritti dei soci (compresi quelli “ante 98” che, malgrado si voglia a loro attribuire al 100% le plusvalenze,  saranno anche loro inevitabilmente danneggiati e delusi da un inasprimento INEVITABILE e non certamente imputabile a NOI della conflittualità).  Non si può chiedere a coloro che si vedono illegittimamente ed indebitamente esclusi dalla distribuzione del patrimonio del Fondo in violazione aperta e conclamata dei loro diritti nascenti dalla legge e dallo Statuto di rimanere inerti al fine di agevolare il percepimento da parte di altri aventi diritto di somme maggiori a quelle realmente agli stessi spettanti.
A tale fine chiediamo:
-                    ai nostri soci già ricorrenti, assistiti dal Prof Pileggi, allo scopo di alleggerire il loro compito e superare l’ostacolo INDECENTE rappresentato dall’obbligo di legge di possedere un indirizzo PEC (posta elettronica certificata) per ricevere le risposte dal Fondo, di inviarci a strettissimo giro di posta, la delega (all. n.1); lo studio Pileggi provvederà, con l’assistenza dell’Associazione, a redigere ed inviare le raccomandate a.r. contenenti le domande di inserimento nel predisponendo stato passivo del credito da ciascuno vantato, credito che verrà indicato nella cifra originaria già richiesta in ricorso (cioè la cifra più alta rispetto a quella negoziata attraverso l’Accordo Unp/Anpecomit, ad oggi inapplicato.
-          
-ai soci e non soci -NON  ricorrenti-  che vogliono affidarci la richiesta di inserimento del loro credito inviamo lo schema (Prospetto C) e le istruzioni (All.3) per il conteggio dell’importo (sempre che abbiano conservato la lettera del fondo del 30-10-2000 ed unito prospetto), nonchè la stessa delega di cui sopra (all. n. 1), documenti tutti e relative documentazioni che vorranno farci pervenire secondo quanto più sotto indicato
a tutti i soci, a prescindere dalla loro categoria, in quanto iscritti o ex iscritti al Fondo Pensioni, la delega (n.2)  per l’istanza di RICUSAZIONE dei Liquidatori, in quanto TUTTI (anche gli ante 98, anche gli attivi)  danneggiati dal comportamento e dalle decisioni degli stessi, dipendenti, ricordiamolo, di Banca Intesa e due dei tre essi stessi  creditori del Fondo.
 
NB:
a)      i soci ante 98, non dovrebbero fare niente perché i Liquidatori invieranno a loro, entro  metà giugno, una lettera di comunicazione del loro credito inserito nello stato passivo. Avranno a disposizione 15 giorni per eventualmente contestare la cifra;
b)      Riceveranno tale comunicazione dal Fondo  anche i 98/99 sia pure per una cifra ridotta del 25,70% e dovranno reagire  nei 15 giorni previsti secondo le indicazioni date e per i soci ricorrenti e per i non ricorrenti (in pratica inviandoci per tempo delega n. 1 i primi e delega n. 1  e conteggi i secondi) .
c)      Riceveranno comunicazione  anche i colleghi ATTIVI  in servizio al 1.1.2005 e nel frattempo usciti che risponderanno se necessario per eventuali contestazioni della cifra.
d) I nostri soci ricorrenti che non revocarono il mandato ai tre legali (Civitelli, Fasano, Iacoviello) o altri soci che hanno fatto ricorso al patrocinio di altri legali per il seguito  concorsuale della pratica  dovrebbero rivolgersi  ai loro legali. Naturalmente e volentieri rimaniamo disposizione per qualsiasi loro occorrenza.
 
e) L’invito alla RICUSAZIONE e/o REVOCA, inviandoci eventualmente  la delega ( all. n.2), vale anche per le categorie indicate sub NB.
 
Resta inteso che tutti coloro che provvederanno, nostro tramite, come sopra indicato, alla richiesta di insinuazione al passivo dovranno riconoscere, richiamando quanto stabilito dalla Convenzione originariamente convenuta con lo studio Pileggi per i ricorsi, il 10% più IVA e CPA di quanto comunque otterranno dalla liquidazione del Fondo; i non iscritti dovranno contestualmente compilare, sottoscrivere e rimetterci via mail la scheda di iscrizione all’Associazione (vedi allegato) e copia del bonifico di € 20,0 relativo alla quota adesione 2013.
 
Le deleghe, ciascuna in due originali, con firma e data ci devono pervenire per posta SEMPLICE prioritaria al nostro indirizzo entro il 10 giugno  : 
Anpecomit, via Cesare  Balbo 35 00184 Roma
 
Nell’attesa un caro saluto a tutti.
Antonio Maria Masia -  Presidente Anpecomit
 
allegati                                                      Roma 28-5-2013
Ricordatevi il rinnovo dell’adesione alla nostra Associazione (€ 20 per il 2013) - Grazie
 CARIPARMA Filiale 38 di ROMA,  via Bevagna
IBAN   IT68S 06230 05072 000035418686
 
 
Ultima nota:
Per i soci Pensionati ante 98, costretti a segnalare una PEC, come se fossero normali creditori di un fallimento di una qualsiasi azienda e non pensionati creditori di un Fondo Pensioni che li dovrebbe tutelare anche in questo senso(anche  i Sindacati dovrebbero reagire di fronte a questo indecente obbligo di legge), forniremo a breve per la loro segnalazione in risposta al Fondo la PEC dell’Anpecomit
 




All. 1 delega insinuazione
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All. 2 delega ricusazione
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All. 3 Istruzioni
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All. H accompagnatoria
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All. H prospetto
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scheda adesione
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Prospetto C zainettati
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Prospetto A 98/99
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Verbale Assemblea
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Prospetto B 98/99
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