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Associazione Nazionale fra Pensionati ed Esodati della Banca Commerciale Italiana - ANPECOMIT
COMUNICATO N. 11 DEL 12.5.2013
pubblicato il 13/05/2013

Comunicato n. 11 del 12-5-2013
-       precisazione Anpecomit sulla precisazione del Sig. Carlo Cerri (a nome Unp?) 
 
Carissimi soci
facciamo seguito al nostro ultimo comunicato  del 9 c.m. per segnalarvi che sul sito dell’ U.N.P. www.unpcomit.com è apparso ed è tuttora presente il seguente messaggio:
 
“PRECISAZIONE DA PARTE DEL SIG CERRI IN RELAZIONE ALL’ARTICOLO
DEL FONDO PENSIONI
A mio ragionato parere con riferimento al comunicato del Fondo e, sopratutto alla frase finale particolarmente evidenziata, voglio far presente ai nostri soci che la cosa non li
riguarda , in quanto, come titolari di pensione, sono già iscritti come creditori nello Stato Passivo. Riceveremo tutti, a breve, una lettera del Fondo nella quale verrà indicato a ciascuno l'importo spettante. Cordialmente  Cerri”
 
Al riguardo premettiamo:
- che, salvo errore, l’estensore del predetto comunicato è il sig. Carlo Cerri ex antico  segretario e attuale  presidente onorario Unp, ex componente del Consiglio di Amministrazione del Fondo Pensioni ed ex presidente della  Immobiliare Fortezza srl.
- che l’Immobiliare Fortezza è la società appositamente  creata dal Fondo il 21-4-2006, dopo l’asta del 12-4-2006, per consentire, il 12/7/2006, il passaggio  degli immobili  dal Fondo stesso  alla Beni Stabili spa,
- che l’Immobiliare Fortezza srl,  finita la sua brevissima vita il 13/7/2006, finisce come noto, nel mirino dell’Agenzia delle Entrate di Rho per l’ipotesi di elusione fiscale del valore di circa  115 milioni di €, ora  in fase di Cassazione tributaria,
-che su questa vicenda, che vale 1/3 della cifra ancora da distribuire, chi di competenza, compreso il Sig. Carlo Cerri, dovrà spiegare come mai il Fondo sostiene che in caso di esito negativo del ricorso in Cassazione, la multa dovrà essere pagata dal compratore Beni Stabili, ed invece la Beni Stabili sostiene esattamente il contrario.
 
Ciò premesso, il suddetto comunicato, vista la provenienza, merita alcune precisazioni.
E’ di tutta evidenza che chi scrive, seppure, ci pare,  “andando oltre il suo ruolo- ma questi sono affari loro -”, è persona evidentemente bene informata e a conoscenza dei fatti e dei passi dei Liquidatori. I quali peraltro, come da noi  e dal nostro legale Prof. Pileggi richiesto (vedasi comunicato n. 10 del 9-5),  dovrebbero  chiaramente dire a tutti, e non solo a qualcuno per la conseguente e  puntuale espressione del suo “ragionato parere”, cosa loro vogliono fare e cosa e come devono fare tutti i soci del Fondo.
Tutti, perché andrebbero  considerati soci anche quelli che sono usciti più o meno spontaneamente dal Fondo a partire dal 1.1.2000 e fino al 31-12-2004.
 Il Sig. Carlo Cerri (a nome UNP ?) si rivolge  solo ai pensionati ante 98 con  un messaggio rassicurante del tipo non fate niente, ci pensa il Fondo che, in quanto titolari di pensione vi iscriverà allo Stato Passivo, inviandovi una lettera dove verrà indicata la cifra (Riceveremo tutti, a breve, una lettera del Fondo nella quale verrà indicato a ciascuno l'importo spettante)
 
NON indica però, per il momento,  la cifra!   
 
Ma e'  abbastanza  chiaro che si tratterà  del 100%.
Altrimenti avrebbe/avrebbero chiaramente parlato, per rassicurarci tutti, delle cifre  ridotte e convenute con l’Accordo Unp/Anpecomit (firmato il 12/7, RICORDIAMOLO, anche, e non solo,  dal Sig. Carlo Cerri per l’Unp) 
Il che significherebbe  l’ADDIO  ai 70 mln dell’Accordo Un/Anpecomit, ai quali  i pensionati ante 98 acconsentirono (dimostrando, allora, equilibrio e ragionevolezza) di rinunciare, a favore di diverse categorie di colleghi penalizzati dal criterio  iniquo di ripartizione delle PLUSVALENZE,  che i Liquidatori sembrano ostinatamente voler  perseguire.
Insomma pare deciso che ai pensionati ante 98, esclusi peraltro nettamente  dagli effetti risarcitori dell’art.27, vada per intero la ripartizione così come impostata e voluta dai Liquidatori con il piano di riparto del 2009. Ciò con  l’insopportabile malcelata soddisfazione del Sig. Carlo Cerri e l’esibito  entusiasmo di qualcuno che già inneggia all’elogio sperticato  a favore dei  Liquidatori, invitando, senza pudore, gli ESCLUSI a rinunciare all’”opposizione infinita”.  All’ex collega   estensore di simile invito  lasciamo per intero  l’elogio anzidetto e gli assicuriamo, in risposta,   tutta l’opposizione che  ci sarà consentito e possibile fare contro il suo egoismo e la conseguente  ingiustizia che si profila,  con annesso, forse, un  potenziale conflitto d’interessi da chiarire,  per i Liquidatori/Commissari/ redattori dello stato passivo  e quant’altro. 
I colleghi ESCLUSI, gli unici a suo tempo sui quali gravò il pesantissimo onere del salvataggio del Fondo – gli ante 98 non pagarono 1€ al risanamento , non lo si dimentichi -  sono: - i pensionati 98/99 per il 25,70% dovuto alla “riparametrazione”, -gli esodati 2003/2004  per il 25,70% di riparametrazione+la percentuale variabile dal 10% al 20% circa  del “riproporzionamento”, -i ceduti, - gli anticipati (se dimentichiamo qualcuno chiediamo scusa e rimedieremo).
Ricordiamo anche che, per fini di solidarietà, l’Accordo Unp/Anpecomit prevede all’interno dei 70 milioni di €, 1,6 milioni (che in questo caso malauguratamente “salterebbero”) a favore dei figli disabili  di nostri colleghi.
Anche i 98/99,  secondo il principio indicato dal Sig. Carlo Cerri (in quanto, come titolari di pensione, sono già iscritti come creditori nello Stato Passivo) verranno  iscritti dal Fondo allo stato passivo?  Riteniamo di sì,  MA per il modestissimo residuo che il Fondo loro assegna con il vecchio piano di riparto.  Che, stando così le cose,  riemerge intatto nella sua profonda ed inaccettabile iniquità e ingiustizia, malgrado e dopo le tre sberle giudiziarie subite in tre anni, costate chissà quanto in parcelle legali e tecniche  e spese di  sopravvivenza per un apparato dichiarato estinto sin dal 22-12-2006 dal Prefetto di Milano.
Se è così, a maggior ragione, l’Anpecomit, reagirà. E sin d’ora  invita chi è interessato ad organizzarsi, anche con il passa parola, per informare i colleghi, soci e non soci,  senza  mail e non al corrente della vicenda, affinchè,  nelle maniere legali e legittime  consentite,  provvedano subito  a tutelare le proprie ragioni di credito.
La clessidra sta  rilasciando  la sua polvere sin dal 2-5-2013!
Se andrà come anticipa il ben informato Sig. Carlo Cerri, che fine faranno i non creditori non riconosciuti  del Fondo? Cioè tutti coloro che il Fondo non iscriverà d’iniziativa  allo Stato Passivo? Cioè: i ricorrenti 98/99 per il maggiore credito vantato  -  i ricorrenti zainettati, ceduti ed anticipati -  i colleghi che ignorano la vicenda o la conoscono appena? Varrà per loro il concetto, troppo comodo,  che “la legge non ammette l’ ignoranza?
Si tratta di proventi da pensione! Non scherziamo, per favore,  sulla pelle dei pensionati, con la storia del “fallimento” inventato, che in effetti non esiste (come si fà infatti  a spacciare per fallito un ente in ampio attivo, che ha incassato una cifra enorme di PLUSVALENZE) e con l’obbligo di dotarsi, salvo dover andare in Cancelleria del Tribunale a Milano,  di posta elettronica certificata e altre diavolerie legali indicate in “sindaco-politico-burocratese”.
Ed ancora questi  colleghi che abbiamo elencato, dopo aver risolto, ammesso che ci riescano, i problemi connessi alla comunicazione per i quali il Fondo rimanda “carinamente”  alla “facilissima” (?) lettura  della legge fallimentare,  per quale cifra dovranno presentare  le loro ragioni di credito?  Chi non ha fatto ricorso da chi verrà informato (dalla Gazzetta Ufficiale?) e come farà il conteggio per quantificare il danno subito a suo tempo? Chi ha fatto il ricorso, quantomeno conosce, noi lo ricorderemo esaminando gli atti, la cifra richiesta in giudizio sin dal 1°grado , diversa e ben superiore a quella mediata e forfettaria  dell’Accordo Unp/Anpecomit (ad esempio: un 98/99, preso a caso, ha diritto secondo il Fondo a poche migliaia di €, secondo l’Accordo Unp/Anpecomit a € 32.018,63, secondo la sua richiesta in giudizio a € 60.912,00). E noi pensiamo che è con cifre di quest’ultimo tipo che ciascuno  dovrà  chiedere, in condizione di confronto/conflitto,   l’inserimento in Stato Passivo del proprio credito, e non certo con  la cifra  ridotta “ex Accordo” che il Fondo/Debitore   comunque,  al momento,  pare  non voler RICONOSCERE
 
Prima di chiudere occorre, per illuminare bene alcuni aspetti della vicenda,  inviarvi in allegato:
-l’impegno, consegnato alla COVIP, e  sottoscritto dall’allora segretario  Unp, Sig. Carlo Cerri, in data 13.12.2004, unitamente a Masia e Fabrici per l’Anpecomit, allo scopo dichiarato di  opporsi INSIEME, anche per le vie legali, allo scioglimento del Fondo. Impegno che fece scaturire allora, se ricordate, migliaia di lettere di protesta al Fondo, alla Banca ed alla Covip e p.c a Anpecomit e Unp. Impegno di cui, come noto, in occasione dell’Assemblea Azionisti Intesa del 14-4-2005, il Sig Carlo Cerri fece carta straccia, lasciando che, in risposta a Masia l’Amministratore Delegato di Intesa, Dr. Corrado  Passera, potesse dire, ribadendo il progetto liquidatorio del Fondo  e negando qualsiasi  responsabilità della Banca: "proprio ora mi è arrivato un documento col quale l’Unione Nazionale Pensionati sposa la tesi della Banca”.
Da allora abbiamo portato avanti la nostra lotta contro l’iniquo e indebito scioglimento DA SOLI, e solo dopo anni con Unp, a partire dalla firma  dell’ Accordo del 12-7-2010, per un’equa distribuzione delle risorse in eccedenza (le PLUSVALENZE).
 
-il documento  con il quale il Sig. Carlo Cerri, in data 21-12-2009, mesi prima  dell’Accordo,  strigliava fermamente, atteggiandosi da saggio e burbero presidente onorario e consigliere Unp,  i dirigenti UNP “riottosi”, invitandoli a non perdere tempo, a trattare  e concludere l’Accordo Unp/Anpecomit  in itinere.
Sappiamo dal recente comunicato n. 1  Unp in data 7.3.2013, che vi abbiamo inviato con il nostro comunicato n. 7 del 29-3.2013, come invece lo stesso Sig.  Carlo Cerri abbia liquidato, in quattro e quattr’otto, l’intesa tra le due Associazioni, accusandoci di comportamento offensivo, ingiurioso e minaccioso nei confronti dei Liquidatori e  sconfessando (lo poteva fare?) l’operato del suo Segretario in carica,  Rinaldo Cobianchi, rimasto sempre coerente e leale alla posizione assunta sin dal 12-7-2010, a favore dell’Accordo e dell’intesa operativa  con Anpecomit.
 
  La stessa tecnica di cui al punto precedente! Complimenti!
 
Concludiamo:  l’UNP è libera, tramite il Sig. Carlo Cerri,  di fare ciò che crede, compreso il venire meno, clamorosamente e ripetutamente, ad impegni verbali e scritti, ma non è libera, a nostro avviso, (pensando evidentemente di eludere i conti con circa 5000 colleghi ESCLUSI, titolari di diritti, anche  statutari) di ignorare gli interessi di TUTTI  i colleghi Comit che in proporzione al loro reddito hanno dato vita e risorse al Fondo Comit. Per perseguire, d’intesa con il Fondo stesso, un ostinato progetto di ripartizione delle risorse  egoistico,  divisivo e conflittuale.
Rinunciando  a difendere INSIEME, come stava facendo sino a poco tempo, con il Suo attuale  Segretario  Rinaldo Cobianchi l’Accordo faticosamente, pazientemente e saggiamente trovato, l’UNP si assume una gravissima responsabilità morale e materiale contribuendo a fare in modo che si neghi una parte di quanto dovuto a migliaia di colleghi, prolungando chissà per quanto tempo l’attesa anche ai colleghi ante 98 e attivi.
  Perché e come mai rinunciare all’unico rimedio in grado di risolvere in bonis una vicenda che più dolorosa e triste non si può? A conclusione  di uno scioglimento forzato, non condiviso ed ingiusto del nostro Fondo che, nonostante i diffusi e strumentali allarmismi godeva, al tempo della sua unilaterale, forzata,  confusa e prematura estinzione, di ottima salute, avendo esibito, alla fin fine, quasi 600 milioni di € di PLUSVALENZE (non rendimenti o altro come le si è volute denominare e  retroattivamente contabilizzare). 
 
Faremo seguito  quanto prima con altre comunicazioni.
 
Un caro saluto a tutti.
Antonio Maria Masia,presidente Anpecomit
Roma 12-5-2013
 




Impegno UNP-Cerri 13.12.04
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documento 21.12.09
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