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Associazione Nazionale fra Pensionati ed Esodati della Banca Commerciale Italiana - ANPECOMIT
COMUNICATO N. 10 DEL 9.5.2013
pubblicato il 10/05/2013

Comunicato n. 10 del 9/5/2013
Fondo Pensione Comit – Avviata la procedura di liquidazione “fallimentare”…e la clessidra!
Come potete leggere nella lettera/email posta certificata allegata inviata oggi ai Liquidatori dal  nostro legale Prof. Pileggi, abbiamo appreso che il Fondo ha avviato la procedura di liquidazione  del tipo fallimentare.
 Nella circostanza, il Fondo, venendo meno a trasparenti, CHIARI  e  DOVUTI criteri informativi, e dissimulandosi  dietro  a  complicati riferimenti legali,   non ci fa capire bene  cosa vuole fare.
Avevamo chiesto, e continuiamo a chiedere insistentemente ed urgentemente,  di conoscere con precisione  se il Fondo  intende  oppure  no applicare INTEGRALMENTE (a garanzia di TUTTA la platea degli interessati, ricorrenti e non ricorrenti, consapevoli o no) l’Accordo UNP/ANPECOMIT del 12-7-2010.

Peraltro non sono MAI state indicate alternative all’Accordo, al di là di fumose e pretestuose aspettative diffuse da alcuni e   riposte in una troppo benevola e incondizionata  fiducia nelle capacità e nella paternalistica benevolenza dei Liquidatori, i quali si occuperanno ora della formazione dello stato passivo.

Avevamo  chiesto un precisa risposta ed INVECE i Liquidatori hanno fatto pubblicare in Gazzetta Ufficiale del 2 maggio scorso  una informativa  (datata, si NOTI, 24 aprile e cioè  prima dell’incontro con i  Sindacati,  indicato pare per il 22 p.v. – dopo un inconcludente summit delle sole Fonti Istitutive  Banca e Sindacati dell’8/5 -  e che si considera chiarificatore)  difficile da capire, se non per addetti particolarmente raffinati nello specifico o particolarmente informati .
Nel frattempo dal 2/5 è stata avviata la clessidra… per 60 giorni! (Ad oggi sono trascorsi 8 giorni!!!)
I destinatari di tanto messaggio, a digiuno di tanta materia  dovrebbero rivolgersi uno per uno agli esperti del caso  per capire cosa fare e come fare? Costringere i veri proprietari delle somme da distribuire al sicuro  mal di testa da lettura degli articoli 207, 208, 209… fino al 213 è inaccettabile.
Come è inaccettabile far dipendere l’informazione da virgolettati che girano sulla rete web, peraltro  con repentine modifiche,  a proposito delle intenzioni dei Liquidatori e/o delle cose da fare, come non appare chiaro perchè i legali sfiduciati dalla nostra Associazione e dalla stragrande maggioranza dei ricorrenti  “impongano” ai  colleghi che non li hanno sfiduciati il seguente criterio al fine di  iscrivere il loro credito alla massa passiva:   “Noi provvederemo urgentemente a presentare le domande a tutti i nostri assistititi, specificando i singoli importi (già approvati individualmente da ognuno di voi con email spedita nei primi del 2011).
Cioè le cifre negoziate con l’Accordo Unp/Anpecomit!
Domanda. E perchè mai inserire per il socio ricorrente  come proprio credito, in sede di definizione (conflittuale perché non previamente accettata dal Fondo)  dell’elenco dei creditori la minor cifra dell’Accordo Unp/Anpecomit? Cifra  che il Fondo non ha voluto a tutt’oggi  riconoscere e applicare,  dopo aver come noto  sollecitato e referendato l’Accordo stesso.
Non sarebbe bene, permanendo la conflittualità,  richiedere la ben più alta cifra risultante dalla causa giudiziaria  in corso,  che rappresenta, e neanche per intero, il danno subito con la riforma del 1999, a causa della riparametrazione per i 98/99,  e del  riproporzionamento più riparametrazione per gli zainettati? Danno   da risarcire attraverso le plusvalenze.  E che vuole dire aggiungere subito dopo: “Seguiranno i contatti fra noi tre difensori del Collegio Difensivo e i Legali dei Liquidatori per far riconoscere i Vostri crediti - se possibile stragiudizialmente - e riscuotere finalmente il dovuto”.  Si riparla di nuovo, senza spiegarne le motivazioni, di  vie “stragiudiziali” che nascerebbero da contatti con i Liquidatori?
Comunque, ognuno faccia come crede.
L’Anpecomit,  non cambia strada, crede fermamente ed unicamente nell’Accordo Unp/Anpecomit   e tramite il suo legale, Prof. Pileggi, ha subito posto al Fondo, con la e-mail allegata, alcune  questioni, all’esito urgentissimo delle quali vedremo il da farsi.
Per ora, il nostro giudizio su questo modo di procedere non può  che essere NEGATIVO.
Non c’è chiarezza, e soprattutto si profila l’atteggiamento ambiguo di far passare con l’inesorabile scorrere della clessidra, senza troppe reazioni,  una procedura iniqua che premierebbe oltre misura alcune categorie e ne penalizzerebbe fortemente altre, e che trascura completamente chi non è al corrente sulla vicenda (e si tratta di migliaia di colleghi).  Una procedura fallimentare,  di cui si attribuisce impropriamente l’input alla Cassazione, e che si cerca di addolcire con dirette ma soprattutto  indirette, e per niente rassicuranti, vaghe promesse del tipo “vorrei ma non posso”,  del genere “forse i Liquidatori terranno conto dell’Accordo, chissà”… e altro ancora.
Se, purtroppo,  si vuole  dare corso alla procedura “fallimentare”, senza tenere conto PER TUTTI (ripetiamo per tutti perché questa era la premessa, voluta tra l’altro dallo stesso Fondo per ridurre drasticamente la conflittualità) dei termini e delle cifre dell’ACCORDO UNP/ANPECOMIT lo si dica subito, per favore,  chiaro e tondo. E così ogni categoria si  potrà regolerà di conseguenza e  chiederà, documentando, il suo diritto all’INTERO risarcimento del danno subito.
 In alternativa, se si vuole far prevalere il buon senso e l’equità si dia corso all’Accordo Unp/Anpecomit.
 Se non si tiene conto dell’Accordo, ricordiamo ai Signori Liquidatori l’obbligo, per loro, di informare anche  gli IGNARI  e/o poco informati dell’operazione in corso e di come  e  cosa devono fare per calcolare la loro cifra di indennizzo, al di là della laconica  e non facilmente leggibile “gazzettata” del 2/5, concepita il 24/4.
Seguiranno prestissimo, all’esito della richiesta del nostro legale al Fondo,  comunicato e suggerimenti.
Preghiamo vivamente i soci che ricevono la presente via e-mail di comunicarne il contenuto  a colleghi exComit soci e non soci di loro conoscenza privi di indirizzo email, consapevoli o meno del problema.
Un caro saluto a tutti.
  Antonio Maria Masia -   Presidente Anpecomit.  Roma 9-5-2013
all. copia della lettera e.mail inviata dal nostro legale al Fondo. 
 NB: Come leggere l’avviso in gazzetta:
Gazzetta Ufficiale - Parte Seconda n. 51 del 02-05-2013
Foglio delle inserzioni

http://www.gazzettaufficiale.it/do/gazzetta/parte_seconda/0/pdfPaginato?dataPubblicazioneGazzetta=20130502&numeroGazzetta=51&tipoSerie=P2&tipoSupplemento=GU&numeroSupplemento=0&numPagina=20&edizione=0&elenco30giorni=true


http://www.gazzettaufficiale.it/do/gazzetta/parte_seconda/0/pdfPaginato?dataPubblicazioneGazzetta=20130502&numeroGazzetta=51&tipoSerie=P2&tipoSupplemento=GU&numeroSupplemento=0&numPagina=21&edizione=0&elenco30giorni=true




lettera prof. Pileggi
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Avviso in G.U. 2.5.2013
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