admin | diminuisci carattere ingrandisci carattere
Associazione Nazionale fra Pensionati ed Esodati della Banca Commerciale Italiana - ANPECOMIT
Comunicato n. 7 del 29.3.2013
pubblicato il 29/03/2013

Comunicato n. 7 del 29-3-2013
Fondo Pensioni Comit – Rapporti con UNP

Carissimi , un brevissimo aggiornamento sulla nota vicenda in relazione anche al rapporto, purtroppo venuto meno, con l’Unp e che ci vedrà d’ora in poi muoverci da soli, naturalmente in stretta collaborazione con il nostro legale Prof. Pileggi, per rivendicare la validità e l’applicabilità dell’Accordo, sottoscritto in data 12-7-2010 da noi e Unp per la ripartizione finale delle  residue risorse del Fondo.
 
Con il precedente comunicato Vi avevamo informato che l’Unp ci comunicava quanto segue:
 
“ Il Consiglio Direttivo dell’UNP, nella sua riunione del 6 Marzo , a larghissima maggioranza, nonostante il parere contrario del Segretario e un’astensione, ha deliberato ufficialmente che non si riconosce affatto in quanto scritto nel comunicato ANPEC n. 5. In particolar modo si dissocia totalmente dagli insulti e dalle minacce rivolti ai Liquidatori e da tutte le argomentazioni relative  allo scioglimento del nostro Fondo e alle risultanze della sentenza della Cassazione.
Siamo convinti che solo riprendendo un colloquio franco e di reciproco rispetto, con i Liquidatori, non inquinato da insulti e minacce,  si possa giungere, in tempi ragionevoli, a chiudere con soddisfazione di tutti  la liquidazione del Fondo”.
Da parte nostra ponevamo  a Unp le seguenti domande:
 
1)       Il Vostro richiamo di cui sopra, non motivato, alle nostre supposte  ingiurie e minacce ai Liquidatori che impedirebbero, secondo Voi e altri, una pronta e giusta soluzione della vicenda che ci occupa, significa anche la rinuncia da parte Vostra a difendere e sostenere l’Accordo?
2)      Vuol dire in definitiva che rinunciate all’Accordo?
3)      Vuol dire che ritenete che, al di fuori dei termini transattivi e di cifre dell’Accordo,  sia possibile tutelare gli interessi non di una parte in causa, ma di tutte le parti in causa?
4)      Come intendete, al di fuori dell’Accordo, conciliare e mediare gli interessi e le richieste contrapposte dei pensionati ante 98, con quelli pensionati negli anni 98/99, con i colleghi esodati a forza o meno negli anni 2003/2004, con i colleghi ceduti ad altri istituti, con i colleghi che hanno avuto delle anticipazioni, e  con i colleghi in servizio dal 1.1.2005 (in larghissima parte ancora in servizio) i quali sono sì tutelati dal piano di riparto originario del Fondo, in quanto  beneficiari delle plusvalenze,  ma non integralmente come lo sarebbero da art.27?
 
L’Unp , a firma Cerri, ci  ha replicato che pur sostenendo l’Accordo non condividono più (contrariamente a quanto sinora avvenuto)  il nostro atteggiamento verso i Liquidatori considerandolo ingiurioso, offensivo e minaccioso.
 
Questa la conseguente nostra risposta, comprensiva, in corsivo, dei passaggi determinanti di Unp:
 
“ Nel respingere decisamente le Vostre   ripetute arbitrarie e  gratuite considerazioni sul nostro operato, che non riusciamo a comprendere, e che risultano in netto contrasto con le valutazioni del Vostro Segretario Rinaldo Cobianchi, al quale rinnoviamo stima e fiducia per la leale coerenza sin qui riservataci, a sostegno dell’Accordo Unp/Anecomit, prendiamo atto con rammarico che  da parte Vostra
pur  dichiarandoVi  “ancora sostenitori dell’Accordo “ precisate che   “non concordate con noi sul modo con il quale ottenerne l’applicazione”.   
 
Da questa espressione ne ricaviamo che non  rispondete interamente e chiaramente a tutte le nostre domande. Non indicate infatti quale sarebbe il modo, secondo Voi utile opportuno e corretto, per ottenere l’applicazione dell’Accordo, limitandoVi ad attendere la risposta dei Liquidatori alla Vostra richiesta, (che farete dopo che avrete ottenuto alcune non meglio precisate spiegazioni) perchè “si tenga conto dell’Accordo nella compilazione dello stato passivo”. Anticipate che se la Vostra richiesta non sarà accolta dovrete “esaminare come agire, tenendo conto delle possibilità che Vi sono consentite dalla legge fallimentare”.
 
Per noi questo Vostro  percorso  non è sufficiente a tutela dei reclamati diritti dei nostri assistiti,  e neppure adeguato a fronteggiare quell’avvenire che dite “non si prospetta particolarmente roseo per i vecchi pensionati, soprattutto dopo la pesante discesa in campo degli “attivi”.
 
NOI CONTINUEREMO, anche da soli, a sostenere l’Accordo promuovendo tutte le iniziative possibili per fare in modo che i Liquidatori diano corso alla ripartizione delle residue plusvalenze secondo i termini fissati dall’Accordo Unp/Anpecomit che insieme a Voi abbiamo sottoscritto in data 12-7-2010.
 
Buona fortuna alle Vostre iniziative, con l’auspicio che da tutte le parti si rispettino  le nostre. Cordiali saluti.”
 
Per quanto riguarda infine cosa farà il Fondo sul merito della ripartizione, siamo in attesa di risposte chiare e definitive per capire se applicherà l’Accordo, oppure se perseguirà  la strada della procedura concorsuale, che ci vedrà nettamente contrari, a meno che il Fondo stesso non presenti al curatore fallimentare quali suoi creditori tutti i nominativi inseriti nel famoso Librone (circa 23500 fra pensionati ante 98, 98/99, zainettati, attivi etc..), comprensivo dei termini dell’Accordo Unp/Anpecomit. Al di fuori dell’Accordo, lo ricordiamo, c’è solo il conflitto di tutti contro tutti!
 
Ma ora la Pasqua è imminente, e quindi pensiamo positivo e scambiamoci i più sinceri ed affettuosi auguri reciproci anche a favore delle nostre famiglie.
 
Un abbraccio e a prestissimo
Antonio Maria Masia

Presidente Anpecomit
Roma 29-3-2013