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Associazione Nazionale fra Pensionati ed Esodati della Banca Commerciale Italiana - ANPECOMIT
COMUNICATO N. 14 DEL 21.7.2012
pubblicato il 30/07/2012

Comunicato n. 14 del 21-7-2012
NB: glossario
Accordo = con la maiuscola, quello Unp/Anpecomit
accordo = con la minuscola, intesa genericarn
Fondo Pensioni Comit
Chiarezza non fa rima con confusione
Trasparenza non fa rima con illusione
Le ultime due fanno rima fra di loro e… con Cassazione

A proposito della Cassazione e dei conseguenti ricorsi,controricorsi, ricorsi incidentali, istanze di anticipata trattazione etc…occorre, viste le assurde e incomprensibili critiche e valutazioni che ci vengono pubblicamente rivolte (da chi tra l'altro ha in giudizio causa sul tema in questione contro il Fondo Pensioni- non sostenuta da Anpecomit- ) con basse insinuazioni rispetto a chissà quali obbiettivi si voglia NOI e UNP perseguire, più o meno a lunga scadenza, fare il seguente riepilogo di affermazioni e considerazioni, peraltro già scritte e pubblicate dalla nostra Associazione e dalla Unp.

1) l’Anpecomit (ed intendiamo dire 808 soci di cui 623 zainettati e 185 “98/99”) si ritrova in Cassazione, a partire dai primi del 2012, non certo per sua iniziativa, ma per iniziativa del Fondo , ed infatti la nostra posizione è quella di controricorrenti. Il Fondo è andato in Cassazione contro di noi (e di altri 23 gruppi di oppositori al piano di riparto depositato in data 4/2009) nonostante le sentenze per lui negative di 1° e 2° grado del luglio 2011 in Appello, per sostenere la validità del suo originario piano di riparto (che prevede l’attribuzione al 100% delle ingenti plusvalenze per circa € 600 milioni solo ai pensionati ante 98 ed ai colleghi che erano in servizio al 1.1.2005 ed in misura pari all’875 ai colleghi andati in pensione negli anni 98/99.

2) L’Anpecomit ha dovuto necessariamente far controreplicare i suoi 808 soci in Cassazione dando, dopo una non facile trattativa con i suoi quattro legali del pool (CivitelliFasanoIacoviello e Pileggi), mandato, attraverso una Convenzione ex novo ma riepilogativa dei precedenti di quota patto lite e attraverso la nostra raccolta dai soci delle necessarie procure ad litem su modulari standard – non è bello trincerarsi ORA dietro:”la procura lo prevedeva”-come d’uso in tali casi a favore dei quattro legali da utilizzare singolarmente e collegialmente ai soli fini del controricorso in Cassazione. La nostra controreplica al fine di sostenere la validità delle sentenze a nostro favore in 1° grado ed in Appello che avevano sancito la nullità del piano di riparto del Fondo. Piano di riparto che come noto non prevedeva e non prevede alcuna cifra a favore delle categorie zainettati,anticipati e ceduti e solo residue piccole cifre a completamento dell’8750% dovuto ai “98/99”.

3) Sia chiaro quindi che il mandato ai legali per la Cassazione, operazione che è stata pagata interamente dall’Anpecomit per € 30000 + Iva + cpa (contro l’assurda richiesta iniziale, non dimentichiamolo, di Civitelli,Fasano e Iacoviello pari ad € 130000 + Iva + cpa) con le proprie risorse, senza chiedere 1€ ai soci controicorrenti, riguardava solo ed esclusivamente le repliche alle tesi del Fondo circa i criteri del piano di riparto e non altro . Anche se il mandato da Convenzione prevedeva, comprensiva nel prezzo, anche la prosecuzione del patrocinio e l’assistenza per l’ulteriore eventuale sviluppo della vicenda.
4) Cosa hanno fatto i tre legali Civitelli, Fasano ed Iacoviello di contrario al mandato, secondo l’Associazione committente e pagante? Hanno inserito, di loro totale ed esclusiva iniziativa senza alcuna negoziazione o informazione preventiva con l’Associazione né tantomeno con i soci ricorrenti e neppure con il quarto legale Prof. Pileggi, fra l’altro domiciliatario per il deposito del controricorso in Cassazione, 5 ricorsi incidentali (uguali, 1 x sentenza) ove si sostengono e la vincolatività dell’Accordo Unp/Anpecomit e la richiesta di spese a carico del Fondo,consenziente a certe condizioni, per circa 252 mila € da girare a loro favore.

5) Come noto, immediatamente venuti a conoscenza dell’iniziativa impropria,oltre il mandato e non autorizzata, l’Anpecomit ed il Prof. Pileggi si sono opposti di persona e per iscritto ripetutamente chiedendo spiegazioni plausibili verbali e scritte sull’opportunità e sui rischi di tale ricorso incidentale. Spiegazioni ottenute al riguardo: zero. Inutilmente abbiamo scritto chiedendo di stralciare i ricorsi incidentali(r.i), per quanto in tempo per 4 dei 5 controricorsi, e comunque di ritirarli dopo il deposito. Per inciso tali r.i. ci hanno procurato ulteriori spese per € 4500 di bolli. La risposta è stata: vogliamo così facendo “ stanare” il Fondo dalle sue ambiguità ed incertezze rispetto all’Accordo Unp/Anpecomit e comunque il r.i. è ritirabile quando vogliamo noi senza accordo della controparte. Noi abbiamo sempre replicato chiedendo il ritiro motivato ed immediato del ricorso incidentale perché non volevamo che fosse “giudiziarizzato” addirittura in Cassazione, in quanto lo ritenevamo e lo riteniamo l’unico strumento extragiudiziale ottenuto dalle parti in causa in grado di far cessare il conflitto giudiziario in corso e di assicurare celermente i bonifici attesi dai pensionati. Strumento che in data 12-7-2010 su pressante suggerimento del Fondo avevamo faticosamente raggiunto condiviso e sottoscritto con l’Unp di Rinaldo Cobianchi proponendo dei passi indietro – accettati a stragrande maggioranza - a tutte le categorie interessate (tranne i colleghi che erano in servizio dal 1.1.2005anche se successivamente, in parte, in pensione o in esodo). In pratica gli ante 98 rinunciavano a 70 milioni di € a favore dei “98/99”, zainettati anticipati, ceduti e con l’inclusione di una assegnazione solidale ai figli con handicap di pensionati . E tutti i beneficiari dei 70 milioni rinunciavano alle loro pretese al 100%accogliendo cifre parziali o minime forfettarie risarcitorie del sacrificio loro imposto a fine del 99 per la salvezza in extremis del Fondo. Lo scambio, pur di far cessare tutte le cause e definire in tempi brevi la vicenda al di fuori dei Tribunali, riguardava quindi uno scambio fra le categorie anzidette e non gli attivi alla data del 1.1.2005, ragion per cui, allora, si ritenne, Fondo compreso, non necessario l’accordo all’Accordo (vedi glossario) da parte dei Sindacati. Circostanza che ORA visto che non si vorrebbe dare, come pare, attuazione all’Accordo si chiede e si invoca (pretestuosamente?) come soluzione prodigiosa al problema.
6) Perché noi ci siamo opposti da subito al ricorso incidentale relativamente alla parte in cui si chiede alla Cassazione di riconoscere la vincolatività dell’Accordo , vincolatività sostenuta da alcune motivazioniespresse dall’Avv. del Fondo Prof. Ichino in Appello circa la sua valenza di contratto collettivo valido erga omnes?
Perché abbiamo sentito – e sentiamo – puzza di bruciato – come se si tentasse di appiccare il fuoco al documento nel quale è consacrato l’Accordo Unp/Anpecomit . Perché l’impossibile ed inutile pretesa di efficacia erga omnes di un Accordo che è sufficiente vincoli solo le parti che l’hanno sottoscritto e quanti vi hanno aderito è un’esca alla quale non vogliamo più abboccare per sentirci dire che siccome l’efficacia erga omnes (anche nei confronti dei seppure pochi dissenzienti o degli attivi che con l’Accordo non c’entrano proprio niente) non è stata riconosciuta dalla Cassazione l’Accordo non ha efficacia per nessuno: nemmeno per coloro che lo hanno sottoscritto e vi hanno aderito,nemmeno per il Fondo! Insomma si finge di voler l’efficacia erga omnes ma si vuole l’efficacia erga nemo: cioè nei confronti di nessuno. Il Fondo lo ha detto chiaramente nella risposta al suicida ricorso incidentale: se la Cassazione non dovesse dire che l’Accordo vincola tutti il Fondo lo riterrà non vincolante per nessuno. Ecco come abbiamo "stanato" il Fondo! Magnifico risultato! Ed ora i nostri tre ex legali corrono appresso al Fondo e aderiscono all’istanza di anticipazione, e se ne compiacciono, perché la Cassazione ce lo dica subito. Che l’Accordo non è vincolante erga omnes? E così il Fondo potrà andare avanti chissà per quanto tempo senza quell’Accordo la cui attuazione gli imporrebbe di ripartire immediatamente l’attivo.
Ci sembra questa una polpetta avvelenata della cui pericolosità i tre non ci hanno avvertito, anzi; ed è per questo che sono diventati degli ex, anche se fingono di non essersene accorti.
Sentito il parere e le argomentazioni del Prof. Pileggied anche di altri legalici, siamo persuasi che la Cassazione giudice di legittimità e non di merito non avrebbe potuto che dichiarare improponibile il ricorso incidentale sulla vincolatività dell’Accordo,così come peraltro sentenziato dall’Appello che incidentalmente (obiter dictum,cioè fuori sentenza) aveva respinto le motivazioni “collettive”ai sensi dell’art. 39 della Costituzione del Prof. Ichino. Nella peggiore, e comunque possibile, delle ipotesi anche la Cassazione potrebbe dare il colpo mortale all’Accordo da noi temuto, rispondendo in qualche modo come in Appello all’insidiosissima richiesta del Fondo che, dichiarandosi apparentemente favorevole all’Accordolo, lo subordina però al riconoscimento erga omnes da parte della Cassazione. Si chiede cioè alla Suprema Corte di statuire l’impossibile. E glielo si chiede anche e per giunta in tutta fretta: con un istanza di trattazione anticipata da parte del Fondo sulla quale ci era stata chiesta (dai tre legali Civitelli,Fasano Iacoviello,contrario Pileggi) l’adesione, che ovviamente non abbiamo mai dato specie ed ovviamente per conto dei 654 revocanti.
7) La trattazione anticipata che noi consideriamo molto negativamentediversamente ,al contrario di chi la valuta positivamente – noi rispettiamo i pareri diversi –non la condividiamo per niente, in linea con il nostro fermo e documentato dissenso rispetto al ricorso incidentale. E sugli eventuali effetti dannosi che potrebbero derivarne, stante la forzatura dei tre legali ,ci siamo da subito e ci riserviamo di reagire.
8) Ricordiamo ancora che dopo le mancate risposte alle nostre richieste e la mai avvenuta giustificazione dell’operato, a parte la genericità della dianzi cennata motivazione dello “stanamento”, come Associazione abbiamo revocato la nostra fiducia ai tre legali, riconfermandola al Prof. Pileggi, e chiedendo ai colleghi ricorrenti di fare altrettanto. Colleghi (ed anche non ricorrentici risulta) che invece, nel periodo delle revoche, sono stati intrattenuti da una serie di improprie “circolari” dei tre legali che, considerandoli loro CLIENTI diretti e in esclusiva e criticando le posizioni dell’Associazione nonché scavalcandola completamente e disconoscendone il ruolo di committente vero del “controricorso in Cassazione”, li invitavano a stare dalla loro parte.
9) Ebbene malgrado ciò 654 colleghi hanno loro revocato ( notificando nostro tramite in data 28 maggio ) la procura e la fiducia completa, anche ad essere per il seguito assistiti da loro, riconfermando per il patrocinio anche futuro il Prof. Pileggi. Fatti salvi i patti economici previsti nella Convenzione con Anpecomit e confermati dalle singole lettere di incarico. Pur sapendo di doverli comunque pagare ben 654 colleghi hanno preferito sfiduciarli pur di non dover inghiottire l’anzidetta “polpetta” ,che come se nulla fosse i tre legali continuano a sostenere, addirittura aderendo o proponendo (non si capisce ancora bene,vedasi punti 11-12) all’istanza di anticipazione del Fondo.
10) Malgrado ciò i tre legali continuano ancora ad intrattenere anche i revocanti, insistendo incredibilmente a chiamarli CLIENTI, come si è verificato nella recentissima occasione di comunicazione dell’avvenuta fissazione al 17.10.2012 dell’udienza in Cassazione con toni addirittura trionfalistici. Non possiamo non giudicare negativamente tale comportamento anche perché con nostra del 26-4-2012 avevamo diffidato i tre legali dall’agire per conto dei revocanti la fiducia, preavvisandoli della numerosità delle revoche che ci stavano pervenendo.
11) I tre legali da una parte, tramite l’Avv. Civitelli a precisa domanda del Prof. Pileggi dicono che loro non hanno dato al Fondo alcun consenso alla trattazione anticipata che dunque sarebbe stata presentata soltanto dal Fondo, le cui iniziative incondizionatamente seguono e sposano come se fossero tutti da una stessa parte, dall’altra lasciano che terzi in associazione dichiarino chiaramente e pubblicamente che sono stati i tre legali “corretti e determinati” ad attivare (con l’aggiunta interrogativa e malevola di chissà perché non quattro?) l’istanza per l’anticipazione alla qualesi riferisce“hanno prontamente partecipato gli Avvocati del Fondo Pensioni”. Da che parte sta la verità? Qualcuno non la racconta giusta!
12) Ovviamente su questo punto presto si conoscerà la verità e sapremo allora a chi riconoscere il “ grandissimo merito” di aver chiesto l’anticipazione di un giudizio che come ampiamente detto temiamo negativo per le sorti dell’Accordo.
13) Noi non crediamo alle favole e ai miracoli giudiziari. Non possiamo limitarci e soffermarci a sperare che la Cassazione miracolosamente dica che “l’asino vola” per usare l’espressione del Prof. Pileggi. E non possiamo certamente regolare i nostri comportamenti sulla base di una infinitesima probabilità o speranza riassunta nell’assunto: sperare non costa niente. Che significa? Questa speranzella al microscopio costa,eccome se costa! Un rischio enorme! Ed allora perché si rischia di bruciare e fare carta straccia dell’Accordo Unp/Anpecomit in nome di una infinitesima speranzuola? Noi abbiamo dimostrato in tutti questi anni moderazione, tolleranza, spirito di solidarietà e determinatezza. Vogliamo giustizia ed equità. Vogliamo cioè l’Accordo e lo vogliamo ancora in bonis e in pace. Se invece, puta caso, la Corte di Cassazione, smentendoci e malgrado i nostri timori, ci facesse questa grazia miracolosa ne saremmo tutti felici e contenti.
14) Ma perché, ragioniamo chiedere un miracolo alla Cassazione, chiedere ciò che la l’Appello non ha voluto considerare nella sua legittimità e competenza di giudizio? Non sarebbe stato più semplice, più logico, più salutare e risparmioso, e a portata di mano attivare quell’Accordo, faticosamente raggiunto due anni fa, dai Liquidatori ampiamente (lo possiamo testimoniare) sollecitato, sostenuto, aiutato e persino REFERENDATO con adesioni di oltre il 95%? Se poi inizialmente c’era la nascosta riserva mentale di farsi approvare l’Accordo da un Tribunale e persino dai Sindacati perché mai invitarci ad un tavolo e sospingerci “affettuosamente” verso un Accordo extragiudiziale e transattivo? Saremmo andati avanti sul percorso giudiziario, chiedendo il 100% per i nostri ricorrenti, l'applicazione dell'art.27, dei diritti quesiti e quant’altro, risparmiandoci anni di incontri e scontri, diatribe, trattative, fatiche etc…
15) Sono queste le domande alle quali non si danno mai risposte, preferendo attendere ORA il responso della Cassazione, quale momento salvifico della vicenda in grado di consentire una ripartenza , sgombra da fastidiosi interlocutori, al fine di raggiungere finalmente accordi nuovi(?) Di cosa parliamo? Intese di cui nessuno sa prevedere una virgola, di cui nessuno parla con trasparenza e chiarezza, preferendo confusioni ed illusioni. Di che si tratta? Per quali cifre? E per quali categorie? L’Accordo, per quanto ci riguarda, non va modificato !
16) E quì, ci avviamo a concludere, dicendo, anzi ripetendo per l’ennesima volta, che al di fuori dell’Accordo Unp/Anpecomit (questo è il vero miracolo- un Accordo fra parti in contrapposizione di interessiper chiudere finalmente una lacerante e dolorosa controversia fra colleghi - rispetto ad una Italietta dove ogni giorno nascono e fioriscono migliaia di controversie più o meno condominiali) non c’è niente se non una continuazione sicura, rigorosa, trasparente e determinata, per tutte le vie legittime percorribili, del conflitto in essere. Sino in fondo!
17) Non è bello sotto tutti gli aspetti fare aspettare e lasciare nell’incertezzacome abbiamo ribadito nelle nostre diverse lettere ai LiquidatoriCovip (che per ora ritiene di non riceverci), al Presidente del Tribunale e a Banca Intesa (che finora non ci ha risposto) persone anziane alla mercè di pensioni modeste ed insufficienti ormai anche per aiutare figli e nipoti e di una crisi economica pesante e perniciosa come l’attuale. 360 milioni giacenti in Banca a rendimenti minimi come oggi il mercato più o meno consente, il Fondo che continua la sua costosa gestione di sopravvivenza e le parcelle legali che continuano a scorrere…come il tempo.
Non va bene!
E tante sono le lettere di protesta e di sollecitazione che singoli pensionati o gruppi stanno inviando a Liquidatori ed Istituzioni.
18) Non potremo aspettare inerti il 17 di ottobre del 2012.

19) Questo comunicato, prevalentemente diretto ai soci Anpecomit e pubblicato nella zona aperta del nostro sito www.noicomit.it, il preventivo consenso del Segretario dell’UNP Rinaldo Cobianchi
20) le conclusioni:
carissime socie e carissimi soci Anpecomit, Noi non facciamo “campagna acquisti”, noi non sollecitiamo con la presente – che risponde a diverse Vostre richieste di questi giorni - la Vostra adesione alla nostra e Vostra Associazione. Ci preme solo mettere bene in chiaro e trasparenza, con l’onestà e la serietà di cui in questi 9 anni Vi abbiamo dato dimostrazione, la realtà della situazione ricordandoVi valutazioni, considerazioni ed affermazioni documentabili e peraltro già da noi diramate e pubblicate.
Vi terremo ulteriormente informati e Vi anticipiamo una lettera a breve da parte del Prof. Pileggi che patrocinerà in Cassazione sul controricorso e a favore di quelle sole motivazioni gli 808 ricorrenti e sosterrà il ritiro del ricorso incidentale ( la parte relativa alla vincolatività dell’Accordo) per i 654 revocanti la fiducia ai tre legali. Per coerenza e dignità professionale,come anticipato a suo tempo, il Prof. Pileggi non rappresenterà più per il ricorso incidentale quei colleghi che hanno confermato chiaramente i tre legali (che ci risulterebbero una ventina) e neanche quei colleghi che non ci hanno fatto sapere la loro decisione,anche se l’azione di patrocinio del Prof. Pileggi, che sarà tutta incentrata a favore dell’Accordo Unp/Anpecomit, se foriera di risultati positivi, avrà riverberi anche su tutti i nostri soci ricorrenti e su tutti i colleghi,anche non soci e non ricorrenti delle analoghe categorie.
Un caro saluto a tutti e perdonate la lunghezza, che in questo caso fa rima ( almeno lo spero) con chiarezza.
Antonio Maria Masia
Presidente Anpecomit
Valledoria 21-7-2012
Nel nostro sito pubblicheremo alcune delle lettere inviate dai pensionati ai Liquidatori e Istituzioni. Nel numero 18 di luglio del nostro periodico NoiComit, che state per ricevere in questi giorni, troverete ampio resoconto sulla vicenda.