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Associazione Nazionale fra Pensionati ed Esodati della Banca Commerciale Italiana - ANPECOMIT
Comunicato n. 8 del 28 -9-2010
pubblicato il 07/10/2010

Comunicato n. 8 del 28 -9-2010
 
- Fondo Pensioni , finalmente l'accordo Unp /Anpecomit
- Cassa Sanitaria , gravissimo attacco ai diritti dei Pensionati
 
Care amiche e cari amici, dopo le vacanze estive eccoci di nuovo ad informarvi sui due  temi che  da tempo ci vedono impegnati in prima linea per difendere i diritti e i meriti faticosamente conquistati in anni di lavoro. Leggete qui di seguito sino in fondo, con l'invito di prestare attenzione, di valutare con generosità il lavoro ed il servizio fin quì svolto e di tenerVi pronti per la "battaglia" sul fronte Cassa Sanitaria.
 
La fatica ed il pregio di un accordo (di Antonio Maria Masia)
Accordo equilibrato, equo e leale? Oppure accordo sporco, confuso e pasticciato? A voi il giudizio.
Tra le tante testimonianze, quasi tutte  di apprezzamento, pervenuteci a conclusione dell’accordo con i cugini della Unione Nazionale Pensionati (UNP) di Milano, rappresentati dal loro Segretario Rinaldo Cobianchi, citiamo,
-dal collega Mario Marasco: desidero esprimerVi la mia gratitudine per quanto avete fatto, convinto come sono che senza la vostra “caparbia” dedizione questo risultato non si sarebbe mai raggiunto,
- dalla FABI (Parma)  : Plusvalenze, finalmente raggiunto un accordo per una equa soluzione concernente la questione della distribuzione delle attività liquidatorie del Fondo Pensioni Comit. La Fabi che si è sempre prodigata affinché si raggiungesse un equo accordo con tutti i colleghi, valuta in maniera totalmente positiva l’intesa raggiunta. Per quanto riguarda l’erogazione degli importi alle varie categorie dei pensionati auspica che avvenga in tempi ragionevoli, possibilmente entro l’anno.
- dal Dr. Angelo Elia per il Collegio dei Liquidatori del Fondo Pensioni: riscontriamo la Vostra comunicazione del 12 luglio. Il Collegio dei Liquidatori prende atto di questo importante segnale distensivo insieme con il testo dell’accordo allegato, che nelle intenzioni dei firmatari dovrebbe consentire un’attività liquidatoria con  minori contrasti e quindi più celere. Nella seduta del 13 luglio il Collegio ha avviato l’esame dei documenti ricevuti che implicano numerose questioni pratiche e giuridiche, sulle quali verranno compiuti i necessari approfondimenti anche sulla scorta delle indicazioni che potranno pervenire dalle competenti Autorità di Vigilanza.
Tra le note negative,
- da Teodoro Napoletano: dal suo trattato anti-accordo di 18 pagine che qui non possiamo riproporre, ma lo faremo nel nostro sito unitamente alla nostra risposta, leggiamo a nostro carico  severi giudizi  aggettivati da espressioni quali, accordo sporco, confuso e pasticciato.
Sappiamo benissimo che raggiungere un fine, a volte, è percorso duro, lungo e faticoso specie quando la meta  è un punto di mediazione fra interessi ideali e materiali contrapposti. Sapevamo che non sarebbero state rose e fiori, ed avevamo messo nel conto anche i dubbi, e le contrarietà..
Ma si va comunque avanti. Per quanto mi riguarda, e parlo anche a nome dell’intero Direttivo, che ha condiviso sin dall’inizio l’intera vicenda e ne ha stabilito l’itinerario, riteniamo di aver concluso un impegno  equo, leale ed equilibrato nell’esclusivo interesse di tutte le parti in causa. Parti sorelle, che sul merito e sulla sostanza  della tribolata avventura del  Fondo Pensioni, avevano avuto, purtroppo, modo di scontrarsi e di confliggere. Parti  che finalmente hanno trovato sintesi e  che si sono fatte carico, ognuna facendo passi indietro,  di un accordo pulito e prezioso, da tanto tempo voluto e caparbiamente e pazientemente ricercato.  E non è poca cosa visto il clima che “dall’A alla Z” investe il nostro paese e la nostra gente.
Sul percorso e sui dati rimando al comunicato che segue.
Ora non rimane che aspettare che l’accordo venga assunto da chi di dovere e trasferito in un nuovo piano di riparto con l’auspicio che  tutti i colleghi Comit interessati lo  possano condividere. Non è obbligatorio ovviamente, non avevamo mandati speciali, se non quello morale e di fiducia al quale ci siamo attenuti con spirito di servizio ed onestà. Naturalmente, infine, ognuno è libero del suo giudizio e delle proprie azioni e reazioni. Noi se l’esito finale va in porto, come da accordo,  su questo tema ci fermiamo qui.
Incombe il problema Cassa Sanitaria e rottura del patto di solidarietà intergenerazione di cui all’articolo del nostro Sergio Marini, da leggere attentamente.  Su questo tema le quattro Associazioni dei Pensionati , Cariplo, Sanpaolo, Anpecomit e Unp pubblicheranno a loro spese sul Corriere della Sera e sulla Stampa,  giovedì 30, un comunicato di accusa nei confronti di Banca e Sindacati.
(Cliccare sul link seguente per leggere il testo dell’accordo UNP-Anpecomit http://www.noicomit.it/dettaglio.php?id=121
 
Segue: -informativa  redatta da Gianfranco Minotti
 
Un fondamentale passo  di  buona  volontà   sulla via  di  una  riconciliazione  tra colleghi  sventuratamente divisi  dalle  vicende  liquidatorie  del  Fondo Pensioni (di Gianfranco Minotti)
Le  trattative  avviate  all’inizio  dell’ anno  con l’ UNP   per  addivenire ad  un  accordo teso  a  consentire una  soluzione  stragiudiziale  dell’ oneroso  contenzioso  riguardante   i  criteri  di distribuzione  delle  attività ricavate  dalla  liquidazione  del Fondo si sono  potute  concretamente concludere  ,   dopo  un cammino  a dir  poco  travagliato ,   solo   nel  corso  dell’estate  in un periodo  meno  appropriato   per  destinare a tutti gli interessati   le  relative  informative   ancorché   di  tale  esito  sia stata   già data  una  pronta  prima comunicazione  insieme alla  divulgazione  dei  testi  costitutivi dell’ accordo  ai soci che si  avvalgono del mezzo informatico.
Il senso  di  responsabilità  che  confidavamo  di   condividere  con  gli esponenti  dell’ UNP  ha   alla  fine  prevalso   ed  ha  permesso  di  strutturare,  dopo  confronti  dialettici  anche  di  dura  intensità ,   un’ impostazione   ripartitoria improntata  ad  una  metodologia   transattiva  rispettosa  dei vari  interessi  in gioco.
Sulla  base  dei  dati  forniti  dai  responsabili del Fondo   si  è  infatti  potuto   stabilire   un  punto di  incontro tra le  contrapposte  posizioni  individuando  nella  cifra  di  settantamilioni  di  Euro  l’apporto   da  destinare da  parte  della  categoria  dei  Pensionati  ante  ’98   -  a valere  su  quanto  di  rispettiva  pertinenza , secondo  gli attuali  criteri di  riparto  -    alle  categorie   da  sempre tutelate  dall’ ANPECOMIT  e  portatrici  di  ragioni  avverse  a  tali  criteri  [Pensionati  98/99, Esodati, Differiti, Ceduti, Anticipati] oltreché   ad un’ulteriore   categoria  [Zainettati] pure  in  situazione conflittuale con il Fondo e  ricompresa  nell’accordo  nell’intento   di conseguire  il  risultato  di  una   completa  cessazione  delle  vertenze  per  un’ attuazione dei riparti  di  liquidazione  in tempi  ragionevolmente  contenuti,   nonchè  alla  categoria  dei  ‘Figli  disabili’ pure  ingiustamente non considerata  nel piano di riparto  predisposto  dal Fondo.
Al  riguardo  abbiamo elaborato i prospetti in  appresso  contenenti i dati da  cui   ogni  interessato   potrà   trarre   le  considerazioni del  caso sulla  base dell’obiettiva   evidenza  dei numeri.
 
Precisiamo   che :
- i valori  riportati   nel  primo  prospetto   , alla  colonna  “PESO  €” ,   si riferiscono - sempre secondo i dati forniti dal Fondo -  all’ ammontare  massimo del  capitale pretendibile  da  ciascuna  delle  categorie  [per  i Pensionati 98/99  il  calcolo  è stato  fatto  tenendo  conto  dell’invocato  rispetto  dei  diritti  quesiti e  così   con un  recupero  della  decurtazione del  coefficiente pensionistico  (25,70%) attuata  in  forza  degli accordi  di riforma  del  Fondo  del  dicembre 1999 ,  mentre per  le  altre  categorie  il calcolo  è stato fatto  secondo l’ applicazione  dell’art. 27  dello  Statuto del Fondo  a  ripresa  del  sacrificio  subito  con la  creazione dei c.d.  ‘zainetti’  sempre in forza dei precitati accordi]  ;
- gli  importi  indicati nell’ultima colonna  del secondo  prospetto  costituiscono una  rappresentazione  di media   con  conseguente  variabilità   della  effettiva  spettanza per  ciascun interessato  dipendente  dalle  caratteristiche delle  rispettive   situazioni  di  partecipazione  contributiva  al Fondo;Inoltre  va tenuto conto :
-  che le cifre , qualora si desse attuazione all’accordo da parte della procedura liquidatoria , non andrebbero a  subire gli effetti  dell’  accantonamento  che il Fondo ha dovuto disporre  per  fronteggiare il rischio  di una  definitiva  soccombenza nella nota vertenza  con il Fisco  relativa all’ alienazione del  patrimonio immobiliare a Beni Stabili  ( tali effetti avrebbero inciso su ogni posizione per circa il 22%);
- che per tutte le categorie sopra evidenziate (ad eccezione per quella dei pensionati 98/99), le cifre non  dovrebbero scontare oneri  fiscali.
Nella piena convinzione di aver raggiunto un importantissimo traguardo con una modulazione equamente ponderata delle diverse posizioni in discussione ci auguriamo sentitamente che l’accordo con l’ UNP raccolga una stima positiva da parte dei nostri soci il cui conforto sarà pressoché essenziale per dare allo stesso la possibilità di trovare concretezza nelle operatività che i responsabili del Fondo vorranno espletare per un adeguamento della distribuzione delle attività liquidatorie.
Quanto convenuto   con l’ UNP   costituisce  infatti  un  momento  di estrema  importanza , ma  non  è  di  per sé  sufficiente  per  la  definizione  delle  problematiche  il cui  avveramento   dipenderà dalle iniziative  dei Liquidatori  e   dalle  determinazioni  di  competenza  delle  Autorità  preposte  alla vigilanza  della  liquidazione  [Covip  e  Presidente  del  Tribunale di Milano].
E’  possibile  che  alcuni  ,  ad  un primo  impatto ,  si ritengano delusi  nelle  loro  aspettative   ,  ma ,  al  proposito,  dobbiamo   evidenziare  che  , necessariamente ,  una  soluzione  transattiva  come  quella  rappresentata  dall’accordo    non  poteva   non   comportare  sacrifici   la  cui  misura  è stata  oggetto  di nostre  accurate  valutazioni  alla  luce  anche   del  grado  di rischio   del  contenzioso  in essere  sicché  confidiamo   in  favorevoli  ripensamenti  :   se  dovessero , purtroppo,  mantenersi  posizioni critiche  non  potremo  altro che  prenderne  atto  con dispiacere  nel  timore  che    la mancanza  di una  compatta  condivisione vada a vanificare tutto  quello  che  è stato  fin qui   fatto   lasciando un’ alternativa  che non potrà essere   che  il  mortificante mantenimento  di   vertenze  giudiziarie   destinate  a  protrarsi  per tempi  indefinibili.
Nell’auspicare  vivamente che  ciò non accada  ci riserviamo   successive  informative  sugli sviluppi  della  vicenda   sperando  che dai  prossimi  approcci  con i Liquidatori del Fondo ci  venga  confermata la  loro  volontà  di  cooperazione  condizione questa  a  cui  è condizionata  l’efficacia  dell’accordo  in trattazione.
(Gianfranco Minotti)
 
CASSA SANITARIA INTESA (di Sergio Marini)
 
      Le trattative per l'avvio del Fondo Sanitario Integrativo del Gruppo Intesasanpaolo stanno procedendo a ritmo serrato, con l'intento di concludere gli accordi entro il 30 settembre per dare corso all'avvio dal I° gennaio 2011.
 
      Nell'incontro fra Banca e OO.SS. del 5 agosto scorso – il prossimo sarà il 24 settembre - è stato sottoscritto un “verbale di percorso” che contiene novità di assoluto rilievo:
     -   bilancio annuale unitario, ma con separate ed autonome evidenze fra Attivi e Pensionati e con equilibrio annuale delle separate gestioni: ciò significa che la nostra gestione, tipicamente passiva (per oltre 5 milioni lo scorso anno) dovrà in qualche modo essere riportata a pareggio ogni anno;
     -   confluenza delle attuali Casse (nostra e Sanpaolo) nel Fondo, al quale affluiranno i contributi della Banca, degli Attivi, degli Esodati e dei Pensionati già dal I° gennaio 2011;
     -   meccanismo di solidarietà degli Attivi nei confronti dei Pensionati, suddiviso in due parti:
         a) l'entità delle riserve (impropriamente definite “patrimonio”) viene suddivisa per il numero degli iscritti attivi a fine anno precedente (es.2010) ed a fine anno in corso (es.2011); la cifra pro-capite, moltiplicata per il numero dei Colleghi andati in quiescenza nell'anno considerato e che mantengono l'iscrizione alla Cassa (2011) viene versata alla gestione “pensionati”;
         b) una percentuale, che oscilla fra il 3 ed il 4% del totale dei contributi versati alla Cassa dalla Banca e dai lavoratori “attivi”, viene trasferita alla sezione “pensionati”, purché naturalmente la gestione “attivi” sia in utile;
      -   per tutti gli Iscritti in quiescenza contribuzioni al 3% (attualmente 2,3%) , oltre allo 0,10% per ogni familiare a carico, massimo 0,30% (attualmente nessun contributo aggiuntivo); 0,90% per ogni familiare non a carico (attualmente € 650 fisso); tutte le percentuali vanno calcolate sulla Pensione INPS dell'iscritto; non risultano massimali (attualmente € 1.800);
      -   per tutti gli Iscritti in servizio €uro 900 dalla Banca e 1% dai Lavoratori; familiari come sopra; non risultano massimali;
      -   prestazioni sostanzialmente simili a quelle in vigore ed indistintamente uguali per tutti gli Iscritti;
      -   costi di gestione a totale carico della Banca (nel 2010 oltre 3 milioni di €).
 
      *  *  *            
 
      Come potete vedere da queste scarne notizie, siamo messi davvero male.                       
     
      E' stato palesemente violato ogni principio di solidarietà e mutualità da parte degli Attivi verso i Pensionati, da sempre applicato in organismi della fattispecie; e ciò con la massima disinvoltura e senza consentire alcun tipo di presenza dei nostri Rappresentanti al tavolo delle trattative.            
 
      Purtroppo le lettere inviate al Presidente della Fondazione CARIPLO Dott. Guzzetti, al Capo del Personale di Intesasanpaolo Dott. Vernieri e alle Organizzazioni Sindacali dal Sindacato Pensionati CGIL per scongiurare questo orientamento non hanno sortito effetto alcuno: siamo rimasti soli e disarmati.                                   
     
      Abbiamo incontrato il 14 settembre le altre tre Associazioni di Pensionati – UNP, Cariplo e Sanpaolo – per definire l'orientamento da seguire nell'ambito del Consiglio della Cassa.                       
 
      Si è concordato di chiedere perentoriamente: la realizzazione di un referendum fra gli Iscritti per acquisire parere preventivo sulla confluenza nel nuovo Fondo Sanitario, anche sulla base di due pareri legali nel frattempo acquisiti; un tetto massimo alla contribuzione; la piena solidarietà intercategoriale, come esiste ora.    
 
      Questo il testo del comunicato stampa che leggerete giovedì  30 sul Corriere della Sera e sulla Stampa   che vi invitiamo a stampare e a diffondere fra i colleghi in servizio, ricordando loro che se ora  accetteranno,  senza reagire, l' odiosa rottura del patto di solidarietà fra generazioni (attivi contro pensionati) domani pagheranno un prezzo elevato in termini di costi e prestazioni per l'assistenza sanitaria.  
 
INTESASANPAOLO: 
BANCA  ETICA  ATTENTA  AL SOCIALE?         
 
      L'assistenza sanitaria integrativa si appresta a salutare la nascita di uno dei più consistenti Fondi Sanitari: quello della galassia Intesasanpaolo, con l'ambizioso obiettivo di raccogliere circa duecentomila assistiti, assorbendo l'attività delle diverse Casse Sanitarie preesistenti.         
 
      Lodevole iniziativa, se non fosse gravemente inquinata dalla dichiarata intenzione di penalizzare i Colleghi in pensione, discriminando quindi coloro che maggiormente di tale assistenza hanno bisogno.         
 
      Vengono così cancellati, senza battere ciglio, sacrosanti principi di solidarietà e mutualità che avevano caratterizzato gli organismi similari sinora operanti nel Gruppo risalenti, in taluni casi, ad oltre sessant'anni addietro, escludendo da ogni trattativa i Rappresentanti dei Pensionati.         
 
      Trattasi di un'operazione inaccettabile, posta in essere di concerto fra Azienda e Sindacati (ben undici) dei quali solo la CGIL, attraverso lo SPI - Sindacato Pensionati Italiani -, ha fatto sentire la propria voce, del tutto inascoltata dalla delegazione che tratta.         
 
      E' lecito chiedersi come mai alcuni altissimi Esponenti della Banca, noti per aver lungamente scritto e parlato di morale, etica, rispetto della Persona e quant'altro, siano così distratti mentre i loro Dirigenti fanno carta straccia di tali principi.         
 
      Ci si chiede altresì come la controparte, costituita dalle Organizzazioni Sindacali, non esiti a aderire, senza indugio né pudore, ad un accordo gravemente discriminatorio verso la categoria fisiologicamente più debole. Questo senza che i pensionati, ai quali s’impone un contributo annuo al nuovo organismo pari al 3% della pensione lorda, siano minimamente rappresentati nelle trattative.         
 
      I presupposti sono l’istituzione di condizioni già inizialmente poco eque, con la previsione di meccanismi peggiorativi, volti ad indurre il Personale in quiescenza a rinunciare all’assistenza integrativa. Il tutto a beneficio degli iscritti in attività, che potranno addirittura accumulare avanzi di gestione per il futuro, oltre ad ereditare le riserve accumulate dagli attuali pensionati e giacenti nelle casse degli organismi preesistenti.         
 
      Per concludere, siamo dinnanzi alla poco nobile rottura del patto di solidarietà fra generazioni, perpetrata abusivamente da parte di Fonti Istitutive non rappresentative di tutti i Destinatari; per non parlare poi di ETICA o di MORALITA’ che, in questo come in altri precedenti casi, appaiono del tutto avulse dal contesto.
      ASS. PENSIONATI CARIPLO                 ASS.PENS.ESODATICOMIT                
     UNIONE PENSIONATI COMIT            ASS. PENSIONATI  SANPAOLO
 
testo pubblicato il 30 settembre 2010, a spese delle Associazioni, suIL CORRIERE DELLA SERA  - LA STAMPA
 
********   
 
Un caro ed affettuoso saluto a tutti, preavvisando che dopo l'udienza del 7/10 in Tribunale (esame del reclamo del Fondo avverso la sentenza di nullità del piano di riparto) daremo ulteriori informazioni.
 
 
 Antonio Maria Masia
Roma 28 settembre 2010
 
NB: questo comunicato sarà inseritro integralmente nel nuovo numero di NoiComit n. 11 in stampa ed imminente distribuzione e nel nostro sito www.noicomit.it




Valutazioni di Napolitano su accordo
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Risposta Masia a Napolitano
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Controrisposta di Napolitano (alla quale non si da seguito)
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